Panama Papers, paradisi fiscali dei big

È la più grande fuga di notizie nella storia della finanza. Undici milioni e mezzo di file segreti su oltre 200mila società offshore. Create dallo studio Mossack Fonseca di Panama.

Un’enorme massa di denaro panamapapersdirottata da studi legali internazionali e banche verso paradisi fiscali per conto di criminali, leader politici e funzionari d’intelligence. Lo rivelano i Panama Papers. Cosa sono? Sono 11,5 milioni di documenti, appartenenti al quarto studio legale al mondo specializzato in operazioni offshore, il panamense Mossack Fonseca.

Sono stati pubblicati ieri sera(3 aprile) grazie a una gigantesca indagine giornalistica, avviata dal giornale tedesco “Suddeutsche Zeitung” e condivisa con l’International consortium of investigative journalists. Per l’Italia l’esclusiva è de “L’Espresso”. I documenti coprono un arco temporale di quasi 40 anni(dal 1977 alla fine del 2015) e contengono informazioni su 214.488 entità offshore legate a persone in 200 Paesi del mondo. Nella lista ci sono uomini vicini a Putin, familiari del leader cinese Xi Jinping, dell’ucraino Poroshenko, dei premier di Pakistan e Islanda, il padre del premier britannico Cameron, il calciatore Lionel Messi, l’ex pilota di Formula 1 Jarno Trulli, l’attore cinese Jackie Chan. Citati anche dirigenti sportivi sudamericani già coinvolti nello scandalo Fifa. Oltre 1.200 enti svizzeri figurano tra le 14.000 banche, studi di avvocati e intermediari che hanno contribuito a creare le società offshore oggetto dell’indagine giornalistica “Panama Papers”.

Secondo quanto rivela il Consorzio internazionale dei giornalisti d’inchiesta(ICIJ) hanno contribuito alla creazione di 34.300 delle circa 214.000 società offshore individuate, ossia il 16% del totale. Ubs, Credit Suisse e Hsbc Svizzera figurano tra le banche più attive nella registrazione di società-schermo. L’Espresso cita anche italiani: il presidente di Alitalia Luca di Montezemolo, e l’imprenditore Donaldo Nicosia, sotto inchiesta a Milano per frode fiscale e bancarotta fraudolenta. Un’inchiesta in cui è coinvolto anche l’ex senatore di Forza Italia, Marcello Dell’Utri. Nella lista ci sono anche i due istituti di credito Ubi e Unicredit. Raggiunto da “L’Espresso”, Montezemolo non ha risposto alle richieste di chiarimenti. E ora che succede? Le autorità fiscali e governative di vari Paesi hanno avviato le procedure per acquisire ufficialmente i “Panama papers” e far partire indagini fiscali. E l’Italia? Il governo Renzi non ha ancora ufficialmente avviato procedure simili.

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