Via libera al DDL Boschi. Ora l’ultima parola spetterà al referendum

Il DDL targato Boschi sulle riforme costituzionali è passato definitivamente a Montecitorio. In ottobre il referendum popolare.

Maria Elena BoschiApprovato in via definitiva dalla Camera dei Deputati il disegno di legge Boschi di riforma istituzionale. I sì al provvedimento sono stati 361, 7 i voti contrari. Due gli astenuti. Per l’approvazione, in terza lettura, era richiesta la maggioranza assoluta dei componenti la Camera(316).

Non hanno partecipato al voto le opposizioni, rappresentate da M5S, Lega, FI e Sinistra Italiana, che anche ieri avevano abbandonato l’Aula, durante l’intervento del presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Secondo quanto previsto dall’articolo 138 della Costituzione, non avendo ottenuto la maggioranza di due terzi dei componenti di ciascuna Camera, può essere sottoposto a referendum popolare, che si svolgerà in ottobre. Cosa cambia con il DDL Boschi? Il Senato continuerà a chiamarsi Senato della Repubblica, ma sarà composto da 95 membri eletti dai Consigli Regionali(21 sindaci e 74 consiglieri-senatori), più 5 nominati dal Capo dello Stato. Il Senato avrà competenza legislativa piena solo su riforme e leggi costituzionali. Per le leggi ordinarie, potrà chiedere alla Camera di modificarle, ma Montecitorio non sarà tenuta a dar seguito alla richiesta. Il presidente della Repubblica lo eleggeranno i 630 deputati e i 100 senatori. Per i primi tre scrutini occorrono 2/3 dei componenti. Dal quarto si scende a 3/5; dal settimo basterà la maggioranza dei tre quinti dei votanti. Viene introdotto un quorum minore per i referendum sui quali sono state raccolte 800.000 firme anziché le attuali 500.000: per renderlo valido basterà la metà degli elettori delle ultime elezioni politiche, anziché la metà degli iscritti alle liste elettorali, come accade attualmente.

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