Un giorno perfetto per uccidere

Di Mario Mazzanti e pubblicato dalla Newton Compton, "Un giorno perfetto per uccidere" è un giallo molto interessante, che sa trasmettere le atmosfere più cupe dell’orrore di provincia.

Un giorno perfetto per uccidereUn giorno perfetto per uccidere” è un libro di Mario Mazzanti e pubblicato dalla Newton Compton. Mario Mazzanti, toscano d’origine, è cresciuto a Milano, dove ha compiuto gli studi di Medicina e dove ora lavora. Vive attualmente nella provincia di Bergamo, in compagnia della moglie, quattro figli e tre amici a quattro zampe. E’ appassionato di cinema, letteratura, opera e scacchi.

“Un romanzo a tinte forti degno della migliore tradizione del giallo, un vero capolavoro di scrittura ad alta tensione. Mario Mazzanti è la nuova voce del thriller italiano”. Questo è quello che c’è scritto nella pagina di presentazione di “Un giorno perfetto per uccidere”. E’ vero? L’autore scrive in modo scorrevole ma non banale e lascia il lettore dalle prime alle ultime pagine con la voglia di procedere nella lettura. Non mancano l’intreccio, l’analisi psicologica, i colpi di scena e l’incisiva descrizione dei luoghi diversi in cui si sviluppa la storia. Mazzanti è stato in grado di farmi volare con l’immaginazione, certe scene è come se le avessi quasi viste da vicino.

In questo libro, si parla di un serial killer di bambine di colore, di psicanalisi, di solidarietà e di vendetta, ma tutto è incredibilmente troppo facile. La storia inizia con la sparizione di una bambina senegalese, e da questo fatto parte tutta la vicenda. Tutto bene? Mica tanto. La vera delusione è il finale abbastanza prevedibile, che fa perdere mezzo voto alla valutazione finale del libro. Ho letto diversi thriller e non mi era mai capitato di “indovinare” il serial killer come in questo libro. Conclusioni? Un thriller psicologico di quelli tranquilli, l’autore non ti vuole stupire con effetti speciali, con omicidi efferati, non ha bisogno di utilizzare questi contorni. Mazzanti ti sa rapire con il suo stile di scrittura pacato, mai urlato o frenetico, non ha bisogno di alzare l’adrenalina.

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