La storia del prestito per la pensione

Il governo ha ribadito l'intenzione di non modificare la legge Fornero e la volontà di consentire la flessibilità di uscita dei lavoratori con strumenti finanziari. Ennesimo regalo alle banche del governo Renzi?

Prestito pensionisticoVuoi andare in pensione in anticipo? Il governo Renzi ha pensato a te cacciando dal cilindro l’ennesima genialità per far guadagnare le banche. In che modo? Facendo un mutuo per andare in pensione.

Dal prossimo anno chi è nato dal 1951 al 1955 potrà accedere al pensionamento anticipato fino a tre anni rispetto all’età di 66 anni e 7 mesi richiesta per la pensione di vecchiaia. La proposta, denominata Ape(anticipo pensionistico), dovrebbe entrare nella legge di Bilancio ed entrare in vigore dal primo gennaio 2017. L’intenzione è di introdurre flessibilità in uscita senza modificare la legge Fornero, utilizzando strumenti finanziari(considerando che la stima dei costi è di 10 miliardi di euro). Il prestito pensionistico per chi lascia il lavoro prima dell’età di vecchiaia dovrà essere restituito con rate fino a 20 anni con gli interessi. Chi decide di uscire dal lavoro tre anni prima potrà arrivare a restituire al termine dei 20 anni fino al 15% dell’assegno. La penalizzazione sarà più bassa per chi ha perso il lavoro, prima di raggiungere i requisiti per l’accesso alla pensione. L’Inps si interfaccerà con istituti finanziari che anticiperanno il capitale. Il prestito sarà “senza garanzie reali” e in caso di premorienza non ci si rivarrà sugli eredi. L’Ape è l’ennesimo regalo del governo Renzi alle banche. Una domanda sorge spontanea: non era più semplice tagliare le pensioni d’oro per coprire il costo della flessibilità? Ops. Dimenticavo che Matteo Renzi pensa solo ai poteri forti, come quando chiese alle aziende creditrici di andare in banca per riscuotere il credito dallo Stato.

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