L’esecutore

Di Lars Kepler e pubblicato da TEA, "L'esecutore" è un thriller con protagonista il commissario di origini finniche Joona Linna, della polizia criminale di Stoccolma.

L'esecutoreL’esecutore” è un libro di Lars Kepler e pubblicato da TEA. Lars Kepler è lo pseudonimo dei coniugi Alexander Ahndoril e Alexandra Coelho Ahndoril. Vivono a Stoccolma con le loro tre figlie, a pochi metri dalla centrale di polizia. Sono appassionatissimi di cinema e da quando si conoscono guardano almeno un film al giorno. Entrambi sono scrittori, ma nel 2009 hanno deciso di sospendere momentaneamente le loro carriere separate per provare a scrivere un romanzo insieme.

L’esecutore” è il secondo libro della coppia svedese e arriva dopo il successo de “L’ipnotista”. Non sono rimasto deluso da questo libro, anche se lo scenario della storia, il ritmo narrativo e la tipologia dei personaggi sono totalmente diversi dal primo libro. La trama si compone di più storie intrecciate tra di loro, con due sotto trame principali che, come spesso accade nei romanzi e in particolare nei thriller, sembrano, in un primo tempo, non avere assolutamente niente a che fare l’una con l’altra, mentre invece, sono collegate tra loro. All’inizio “L’esecutore” sembra il solito thriller con il serial killer, ma col passare delle pagine si scopre che i due autori focalizzano l’attenzione sul traffico illecito delle armi nelle zone di guerra. Tutto ruota attorno ad una foto che ritrae il suicida Carl Palmcrona, assieme ad altre importanti personalità di paesi africani e ad un faccendiere e trafficante d’armi, considerato un potente ed intoccabile. Nella seconda parte c’è anche una forte componente psicologica che parte con l’entrata in scena del musicofilo Axel Riessen. Si scoprirà l’essenza del “Patto Paganini” per stringere il quale bisogna mettere in un piatto della bilancia i propri sogni e nell’altro il proprio peggiore incubo. Conclusioni? L’inizio della storia è lenta e noiosa, mentre la parte centrale è ottima e scorre via senza annoiare. Il finale invece è sbrigativo e irreale come “L’ipnotista”.

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