Referendum Costituzionale: Possibili brogli dai voti all’estero

Alcune falle nel sistema aumentano il pericolo brogli. Il risultato del referendum Costituzionale potrebbe essere falsato. I voti all'estero sono stati già decisivi nelle politiche 2006 e 2013.

Scheda referendum Costituzionale

Con il referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 gli italiani sono chiamati a respingere o approvare la riforma Boschi-Renzi. Gli ultimi sondaggi danno il NO in vantaggio di circa 4 punti percentuali, ma l’esito finale del referendum potrebbe essere deciso dagli italiani all’estero. Quanto valgono in termine percentuali?

Il peso dei voti esteri potrebbe oscillare tra il 5% e il 6% dei votanti complessivi, prendendo per buona l’ipotesi di Renzi di 25-30 milioni alle urne. In passato gli italiani all’estero sono stati decisivi nelle elezioni politiche del 2006 e del 2013. Chi vive all’estero ha già ricevuto le schede elettorali. Le buste con il voto e il codice a barre dovranno essere restituite ai consolati entro il 1° dicembre 2016 e da lì arriveranno in Italia nei sacchi diretti all’hangar di Castelnuovo di Porto. La vulnerabilità della scheda s’inserisce in un sistema dalle troppe falle, che potrebbe falsare il risultato finale del referendum. Nella foto si nota che manca il timbro sulla scheda. E’ normale. la vidimazione della scheda avviene a cura del vicepresidente del seggio al momento in cui la scheda viene aperta, come se il voto del cittadino residente all’estero avvenisse all’interno del seggio elettorale in Italia. I brogli possono avvenire dal passaggio della scheda da casa dell’elettore al suo consolato di riferimento.

La spedizione delle lettere con le schede avviene con posta ordinaria, non via raccomandata, e dunque senza cautele o garanzie. Il “Fatto Quotidiano” scrive: “La busta bianca piccola può essere sostituita in varie fasi, nel consolato o nell’ambasciata del Paese in cui si vota fino all’arrivo in Italia. Non c’è alcuna sicurezza sul voto. L’unico ostacolo, fragile, è quel tagliandino che spunta nella busta grande, con le generalità dell’elettore, aggirabilissimo. Nessun timbro o altro segno identificabile per garantire certezze”. Ma non finisce qui. Un italiano residente a Praga, Edoardo Livolsi, che dopo aver ricevuto il kit elettorale per posta e aver votato al referendum, si è visto recapitare un secondo kit e una seconda scheda, denunciando l’accaduto e chiedendosi a quanti altri italiani residenti all’estero è stata data l’occasione di votare due volte. Il comitato del No ha annunciato un possibile ricorso contro i risultati della consultazione se i voti dall’estero risultassero decisivi per il Sì.

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