La crescita dei voucher con il governo Renzi

Nei primi 9 mesi del 2016 i voucher venduti sono stati il 34,6% in più rispetto allo stesso periodo del 2015.

I voucher con il governo RenziMatteo Renzi non è più presidente del consiglio. Il suo posto è stato preso da Paolo Gentiloni, la versione sobria del segretario del Partito Democratico. L’addio è arrivato troppo tardi, visto che ha fatto danni irrimediabili, soprattutto nel mondo del lavoro.

Nei primi 9 mesi del 2016 i voucher venduti sono stati 109,5 milioni, il 34,6% in più rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. E’ quanto si legge nella prima Nota trimestrale congiunta sulle tendenze dell'occupazione diffusa da ministero del Lavoro, Istat, Inps e Inail. I voucher riscossi per attività svolte nel 2015(quasi 88 milioni) corrispondono a circa 47 mila lavoratori annui full-time e rappresentano solo lo 0,23% del totale del costo lavoro in Italia. Il numero mediano di voucher riscossi dal singolo lavoratore che ne ha usufruito è 29 nell’anno 2015: ciò significa che il 50% dei prestatori di lavoro accessorio ha riscosso voucher per (al massimo) 217,50 euro netti. Il valore netto del voucher da € 10.00 nominali, cioè il corrispettivo netto della prestazione, in favore del prestatore, è pari a € 7,50 euro all’ora. Più che il ritorno del lavoro sembra il ritorno dello schiavismo. Sul fronte politico si moltiplicano le richieste per una limitazione dei voucher. Questa nuova forma di schiavismo è utilizzata anche da Comune di Napoli per far lavorare i disoccupati.

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