Lavoratori Almaviva Napoli accettano schiavismo

Cassa integrazione per tre mesi per 845 lavoratori di Almaviva Napoli. A Roma restano 1666 esuberi che verranno licenziati. L'accordo(farlocco) serve per solo a ridurre gli stipendi.

Lavoratori di Almaviva Napoli accettano schiavismo“Sul call center Almaviva Contact è stata raggiunta un’intesa transitoria per evitare i licenziamenti. Rsu Napoli firmano e lavoriamo per intesa duratura. Rsu Roma scelgono di no”. E’ quanto si legge in un tweet di questa notte del viceministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova.

Secondo quanto si apprende, la sede di Roma, con 1.666 dipendenti andrebbe quindi verso la chiusura e già da oggi(22 dicembre) sono partite le lettere di licenziamento. Una domanda sorge spontanea: perché i romani non hanno firmato? Riccardo Saccone, segretario generale della Slc Cgil di Roma e del Lazio, ha dichiarato: “Le Rsu si sono rifiutate di firmare perché il testo proposto parla di impegno a fare qualcosa, ma anche di cominciare a licenziare”. Il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda ha detto: “La Rsu di Roma non hanno firmato quindi non c’è alternativa ai licenziamenti. Il governo ha fatto il possibile non mollando un secondo”. Non la pensa così Saccone: “E’ una cosa molto brutta e grave, il governo è venuto meno al suo ruolo di arbitro”. Ma cosa hanno firmato i napoletani? In buona sostanza l’accordo prevede ammortizzatori sociali nazionali fino al 7 aprile 2017 e la continuazione del tavolo di concertazione sulle variabili del costo del lavoro. Cosa significa? Che i lavoratori napoletani devono accettare una drastica riduzione degli stipendi. Per anni i lavoratori di Almaviva hanno visto cancellare propri diritti e salari, per cedere a compromessi al ribasso e divenire oggetto di continuo ricatto. Siamo sicuri che gli 845 lavoratori di Napoli sono salvi?

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