Cgia: Italia a livelli pre-crisi in 2024

Secondo il centro studi dell’associazione artigiani di Mestre il 2017 sarà un anno in chiaroscuro per l'Italia. Solo nel 2024 si tornerà ai livelli pre-crisi.

Italia a livelli pre-crisi in 2024L’Italia riparte. Questo è il ritornello che ci ha propinato l’ex premier Matteo Renzi per diversi mesi. La vita reale è un’altra cosa e gli italiani l’hanno fatto capire con il referendum costituzionale del dicembre scorso. L’Italia ha chiuso il 2016 in deflazione, non accadeva dal 1958. E il futuro?

Il ritorno ai livelli pre-crisi, cioè ai valori del 2007, avverrà per l’Italia soltanto nel 2024 e il 2017 sarà un anno in chiaro-scuro, con meno tasse e più lavoro. E’ quanto sostiene la Cgia di Mestre, in base ai dati Istat pubblicati a settembre 2016 e alle previsioni di Prometeia di ottobre 2016. Gli 8,7 punti percentuali di PIL persi tra il 2007 e il 2013 verranno recuperati solo fra 7 anni. La Cgia segnala che nel 2016 l’economia italiana è precipitata ai livelli del 2000, ovvero di 16 anni fa. I consumi delle famiglie, invece, che a causa della crisi sono crollati di 7,6 punti percentuali, li dovremmo “riconquistare” entro il 2021 e i 28 punti percentuali circa di investimenti bruciati in questi anni non prima del 2032.

La pressione fiscale, al netto di manovre, dovrebbe scendere dello 0,3%, attestandosi così al 42,3%,e il PIL dovrebbe crescere di circa l’1%. Inoltre, gli occupati aumenteranno di 112 mila unità e i disoccupati saranno 84 mila in meno. Se tra il 2007 e il 2013 il tasso di disoccupazione è quasi raddoppiato, passando dal 6,1% al 12,1%, le previsioni stimano che il livello dei senza lavoro dovrebbe ritornare al 6% solo nel 2032. Il coordinatore della Cgia, Paolo Zabeo, ha dichiarato: “La ripresa economica dell’Italia rimane ancora molto debole e ben al di sotto della media UE. Se nel 2017, come riportano le ultime previsioni economiche elaborate dalla Commissione europea, il nostro PIL dovrebbe attestarsi attorno all’1%, in UE, invece, è destinato a toccare l’1,6%. Tra tutti i 28 paesi dell’Unione Europea, solo la Finlandia registrerà quest’anno una crescita più contenuta della nostra”.

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