Il degrado nella piazzetta del quadrivio di Secondigliano

Senzatetto, ladri e vandali sono di casa nella piazzetta del quadrivio di Secondigliano. Il degrado regna indisturbato tra l'indifferenza delle istituzioni.

La piazzetta del quadrivio di SecondiglianoIl quadrivio di Secondigliano è una zona al confine tra il rione Monterosa e il corso di Secondigliano. Questo luogo è ricordato soprattutto per una tragedia. Il 23 gennaio 1996 il crollo di un tunnel sotterraneo, che prevedeva l’unificazione nel sottosuolo dell’asse mediano tra Miano e la rotonda di Arzano, provocò l’esplosione di una condotta del gas e squarciò la terra. Si aprì una voragine di 40 metri di diametro e profonda alcune decine.

Lo smottamento “inghiottì” macchine, persone e un’ala della palazzina del bar California. Michele Sparaco, Alfonso Scala, Mario De Girolamo, Giuseppe Petrellese, Gennaro De Luca, Emilia Laudati, Francesco Russo, Pasquale Silvestro, Ciro Vastarella, Serena De Santis e Stefania Bellone sono le 11 persone che hanno perso la vita in quella tragedia. La De Santis aveva L'ulivo dedicato al capitano Francesco Burner e al luogotenente Vincenzo Cinquesolo 12 anni, mentre il corpo della Bellone non è stato mai ritrovato. A pochi giorni dal 21esimo anniversario la riqualificazione dell’area non è stata ancora portata a termine. Una piazza con un monumento dedicato alle vittime doveva sorgere nel luogo dove crollò il palazzo, ma al momento regna il degrado. C’è solo una piccola cappella gestita dall’associazione dei familiari delle vittime. Sull’altro lato del quadrivio di Secondigliano è stata realizzata una piazza dopo l’abbattimento del vecchio mulino.

Proprio qui è venuto qualche giorno fa Alfredo Di Domenico(meglio noto come Bukaman) dopo la segnalazione di alcuni cittadini. Il supereroe ha notato che nella zona c’è di tutto: pentole, panni sporchi, rifiuti, feci di cane e perfino sterco umano. Il luogo è diventato un dormitorio non Lo sterco e i rifiuti nel piazza. Sullo sfondo la cassa armonicaautorizzato dei senzatetto. C’è anche una cassa armonica(foto 2), simile(si fa per dire) a quella che si trova in villa comunale, che rappresenta una fonte di rischio a causa del tetto in vetro pericolante. Nella piazza ci sono due alberi di arance e un ulivo(foto 1) dedicato al capitano Francesco Burner e al luogotenente Vincenzo Cinque, vittime del folle gesto di Gennaro Murolo nel maggio 2015. I cittadini si lamentano per una cosa incresciosa che accade ogni giorno: alcuni vandali raccolgono le arance e le lanciano contro le abitazioni. Nella zona ci sono stati anche diversi scippi, ma alle autorità interessa poco la sicurezza della gente di periferia.

Aggiornamento 13.54 del 3 gennaio 2017:
A sorpresa sono arrivati i giardinieri per pulire la piazza. Ma non basta! Non è possibile che bisogna chiamare Bukaman per avere la manutenzione ordinaria.

Pubblicato da Alfredo Di Domenico su Martedì 3 gennaio 2017

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