Costo lavoro cala solo in Italia

Italia unico Paese della zona euro in cui cala il costo del lavoro ma rimane alta la tassazione.

Una donna al lavoroEurostat ha pubblicato i dati relativi al 2016 sul costo dell’ora lavorata(compresi i contributi sociali). L’Italia è l’unico Paese della zona euro dove il costo orario della manodopera continua a diminuire. A fronte della media dei 19 Paesi a 29,80 euro, in Italia è stato di 27,80 euro nel 2016. Il calo è dello 0,8% rispetto al 2015 quando era a 28,10 euro. Il costo orario torna così ai livelli del 2012(27,70 euro).

Nel settore industriale l’Italia si assesta a 27,8 euro(32,6 nella zona euro),nelle costruzioni 23,4 euro(26,1), nei servizi 26,9 euro(28,7). Nei settori fuori mercato(istruzione, sanità, spettacolo, ma non la pubblica amministrazione) il costo del lavoro italiano di 31,3 euro è superiore alle media della zona euro di 29,7 euro. L’Italia è il paese con la componente non salariale del costo del lavoro più alto dopo la Francia, Belgio e Svezia. Quest’ultimo dato fa capire che in Italia l’export è ripartito grazie al calo degli stipendi dei lavoratori privati. Se non si può svalutare la moneta, si svaluta il lavoro. Notevoli le differenze tra i diversi Paesi dell’UE a 28: in Lituania il costo orario del lavoro è pari a 7,3 euro, in Belgio 39,2 euro. Si passa dai 4,4 euro della Bulgaria ai 42 euro della Danimarca. Il maggiore incremento in Romania dove il costo orario è salito a 5,5 euro(+11,6%), il maggiore calo in Gran Bretagna dove si è scesi a 26,7 euro con un calo del 10,1%.

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