Intesa Sanpaolo aumenta costi del conto corrente

Dal 1° agosto 2017 le banche del gruppo Intesa Sanpaolo aumenteranno le spese gestionali del conto corrente. Colpiti anche i prodotti Zerotondo senza spese. Il motivo del rincaro? Colpa della BCE.

Intesa SanpaoloBrutte notizie per i clienti di Intesa Sanpaolo. Chi ha un conto corrente con una della banche del gruppo avrà un aumento delle spese gestionali. La comunicazione di modifica unilaterale del contratto di conto corrente è partita alla metà di maggio. La modifica avrà decorrenza dal 1° agosto 2017.

Le banche del gruppo Intesa Sanpaolo sono: Banca Cr Firenze, Banco di Napoli, Carisbo, Cassa di Risparmio di Forlì e della Romagna, Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia, Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia, Cassa di Risparmio del Veneto. Cosa c’è scritto nella missiva?  Dal prossimo agosto verrà applicato sul conto corrente un canone  mensile fino ad un massimo di 10 euro che dipende dall’anno di apertura e dalla giacenza media(calcolata nel 2016). Sono colpiti tutti i conti correnti storici di Intesa Sanpaolo come Zerotondo e Conto Facile. Il sacrificio chiesto ai correntisti stride con i numeri da capogiro registrati nell’ultimo anno da gruppo Intesa Sanpaolo, con l’utile netto cresciuto del 13,6% a 3,111 miliardi di euro e 1 miliardi di euro di ricavi di commissioni da conti correnti, in lieve calo(-2,4%) rispetto al 2015.

AumentoSpeseGestionaliIntesaSanpaolo

Il correntista può rifiutare l’aumento delle spese gestionali del conto corrente?

No. Il cliente può solo recedere dal contratto senza spese di chiusura e ottenendo, in sede di liquidazione del rapporto, l’applicazione delle condizioni attualmente praticate. In poche parole bisogna cambiare banca. In caso contrario la modifica contrattuale si intenderà approvata. Le motivazioni del rincaro? Lo scrive Intesa Sanpaolo nella missiva: “Negli ultimi anni la discesa dei principali tassi di riferimento sul mercato addirittura in area negativa ha determinato un persistente impatto sfavorevole sull’attività di deposito, gestione e remunerazione della liquidità e tale impatto ha fatto venire meno l’equilibrio tra costo per la banca del servizio offerto e le condizioni economiche applicate ai conti correnti”. Per il gruppo bancario, quindi, è tutta colpa della politica monetaria della Banca Centrale Europea che si ostina a tenere un tasso negativo dello 0,4% per la liquidità in eccesso parcheggiata nei conti dell’Eutrotower. Lo scorso ottobre anche i clienti di Banco Popolare, Unicredit e Ubi hanno subito un aumento delle spese gestionali del conto corrente. In quel caso il rincaro fu giustificato dai costi per gli interventi di salvataggio delle banche. Alla fine è sempre il cliente a rimetterci.

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