Draghi: Un successo il Quantitative easing

Il presidente della BCE Mario Draghi da Lindau ha difeso ancora una volta l'efficacia dello strumento del Quantitative easing.

Mario Draghi“Ampie ricerche empiriche hanno affermato il successo di queste politiche nel supportare l’economia e l’inflazione, sia nell’Eurozona, sia negli Stati Uniti”. E’ quello che ha dichiarato il presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, parlando a Lindau, in Germania. L’economista italiano difende le politiche del Quantitative easing.

Draghi ha aggiunto: “Quindi ritenere che il QE non sia uno strumento utile è ingiustificato. La politica monetaria, la vigilanza e la regolamentazione hanno reso il mondo più resiliente. Ma dobbiamo continuare a prepararci per nuove sfide”. I giudici costituzionali tedeschi hanno fatto ricorso alla Corte di giustizia europea contro il Quantitative easing, sostenendo che travalicherebbe il mandato dell’Eurotower. La BCE ha lanciato il Quantitative easing nel marzo 2015. Inizialmente il programma prevedeva l’acquisto dei titoli di Stato fino a settembre 2016 al ritmo di 60 miliardi di euro al mese. La misura fu presa dal board dell’Eurotower per cercare di spingere l’inflazione fino al 2%. Un effetto positivo è stato la svalutazione dell’euro che ha favorito le esportazioni. C’è da dire che nel 2017 la moneta unica europea ha guadagnato il 12% sul dollaro. Alla fine del 2015 la BCE ha deciso di prorogare il QE fino a marzo 2017, alzando il budget mensile a 80 miliardi di euro. All’inizio del 2017 la Banca Centrale Europea ha esteso il Quantitative easing fino alla fine dell’anno, ma dallo scorso aprile il budget mensile è ritornato a 60 miliardi di euro.

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