UE all’Italia: Il 3% è stato concepito come un limite non un obiettivo

La ripresa dell'Italia è una buona notizia ma il deficit non deve arrivare al 3%. E' il monito dell'UE al nostro Paese.

Pierre MoscoviciL’Unione Europea avverte l’Italia in vista della nuova legge di Bilancio. “Con un deficit al 3% l’Italia non sarebbe in grado di ridurre il suo altissimo debito pubblico. Il 3% è stato concepito come un limite non un obiettivo”. E’ quello che ha dichiarato il commissario UE agli Affari economici, Pierre Moscovici.

L’economia italiana è in ripresa, ma il principale punto debole resta il debito pubblico. Secondo fonti UE, i governi si aspettano dall’Italia uno sforzo di bilancio serio. Moscovici ha aggiunto: “Il futuro della UE? E’ necessario fare al più presto le riforme per una maggiore integrazione fra gli Stati”. Il tetto del 3% nel rapporto Deficit/PIL, un numero che da anni e anni condiziona le nostre vite e le scelte dei nostri governi.

Come è nato il numero del 3%?

Il numero esce fuori da nessuna valutazione tecnica o studio di particolare entità. Il vincolo del 3% è stato deciso in meno di un’ora senza basi teoriche o studio di particolare entità. La regola rispondeva solamente alle esigenze del governo francese degli anni ‘80 che voleva contenere il deficit causato dalle promesse elettorali ed evitare ulteriori spese pubbliche all’impazzata. A dicembre 1991 il vincolo del 3% è entrato a pieno titolo nei parametri di Maastricht senza sollevare nessuna obiezione da parte dei governi.

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