Gestori telefonici: Lesa libertà di impresa

Le compagnie telefoniche sono contro la delibera e la sanzione dell'Agcom. Il ritorno alla fatturazione mensile limiterebbe la libertà di impresa.

Donna parla a telefonoStizzita risposta dell’associazione delle imprese di telecomunicazioni(Asstel) alla decisione dell’Agcom di multare le società che emettono bollette a 28 giorni e non mensile. “E’ un atto privo di fondamento giuridico e rischia di generare effetti negativi in un settore liberalizzato come quello delle TLC”. E’ quello che sostengono gli operatori telefonici.

I gestori accusano anche l’Agcom di “imporre d’autorità pesanti condizionamenti alla libertà di impresa in un momento in cui la competitività crescente abbina qualità a convenienza”. Non la pensano così i consumatori, visto che i loro diritti sono stati violati dalle rimodulazioni continue fatte dalle compagnie telefoniche negli ultimi due anni. La multa dell’Agcom sarà di 2,5 milioni di euro, e anche se venisse pagata peserà ben poco rispetto agli incassi miliardari generati dall’invenzione del tredicesimo mese. Tim, Wind Tre, Vodafone e Fastweb hanno presentato un ricorso al Tar contro la delibera dell’Agcom. L’udienza è fissata per febbraio 2018. Il mancato ritorno alla fatturazione mensile sarà un salasso per i consumatori. Il motivo? I 30 euro in più all’anno diventeranno 300 euro quando faranno lo stesso i fornitori di energia elettrica, gas e acqua. E’ la somma che fa il totale. Dalla politica, sia gli esponenti del Movimento 5 Stelle che il PD con Alessia Morani si dicono pronti a varare una legge per risolvere il problema definitivamente.

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