I danni del Jobs Act sui lavoratori Ilva

Il piano della cordatqa Am InvestCo Italy prevede 4 mila esuberi del gruppo Ilva. Chi "salva" dal licenziamento verrà assunto con le regole del Jobs Act di Renzi.

Lavoratori IlvaCosa c’entra il Jobs Act di Matteo Renzi con i vecchi lavoratori dell’Ilva? Nulla. Ma siamo in Italia, paese in cui le multinazionali tendono a massimizzare i profitti sulla pelle degli operai. Ma andiamo con ordine. Sono 9.930 i dipendenti del Gruppo Ilva che la cordata Am InvestCo Italy intende impiegare per il rilancio del gruppo.

La cifra è indicata in una lettera che la nuova proprietà ha inviato ai sindacati. Questo significa che gli esuberi saranno 4.000, di cui 3.300 solo a Taranto. Ad “Agorà” il sindaco di Pesaro Matteo Ricci ha dichiarato che i 3.300 licenziati verranno utilizzati per la bonifica del capoluogo situato sullo Ionio. Una baggianata colossale che poteva uscire solo dalla mente geniale di un esponente renziano del Partito Democratico. Ma torniamo a cose più serie. Ieri(9 ottobre) migliaia di operai dell’Ilva hanno manifestato a Roma e in tutte le città dove hanno sede stabilimenti della società. Gli operai protestano contro il piano di sviluppo presentato dalla Am InvestCo Italy, formata dalle società Arcelor Mittal e Marcegaglia, che ha rilevato l’Ilva. Chi si “salva” dal licenziamento non avrà “continuità aziendale”. Cosa significa? Che saranno assunti con un nuovo contratto a tutele crescenti secondo le regole del Jobs Act. In questo modo i lavoratori perderanno l’anzianità acquisita e avranno uno stipendio più “leggero”(si parla di un taglio del 20%). Tra l’altro, il Jobs Act garantisce tutele ridotte in caso di licenziamento illegittimo rispetto rispetto ai vecchi contratti. Un successone per i signori del competitivismo globalizzato, uno schiaffo in faccia alla classe che vive del suo lavoro. Lo schiavismo è realtà con il Jobs Act di Renzi.

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