Il lavoro nero a Napoli con il turismo

Napoli Sotterranea regolarizza i lavoratori con un contratto di due mesi dopo la video inchiesta di Clash City Workers. Da precari in nero a precari legalizzati.

Napoli SotterraneaI fan del sindaco De Magistris ripetono spesso che, grazie alla giunta dell’ex magistrato, Napoli è diventata una città ambita dai turisti e questo porterebbe ricchezza per tutti. E’ vero quello che affermano? No. Il settore del turismo a Napoli va avanti grazie al lavoro nero.  Cosa significa? Si arricchiscono in pochi e vengono sfruttati in tanti.

Lo scorso 30 ottobre Clash City Workers ha fatto un’inchiesta sui lavoratori di “Napoli Sotterranea”. I visitatori pagano un biglietto di 10 euro per entrare nelle suggestive grotte date in concessione da 30 anni per poco e niente ad un’associazione. Il collettivo ha scoperto che le guide dei visitatori non avevano nessuno contratto e venivano pagati 4 euro all’ora. Non solo. Contratto lavoratori Napoli SotteraneaMancanza delle più elementari norme di sicurezza, turni imposti al momento, mansioni di tutti i tipi, nessuna assicurazione, niente ferie, maternità o malattie. E’ possibile che nessuno in 30 anni abbia controllato ed evitato questo sfruttamento? La denuncia mediatica è servita a qualcosa. L’associazione Napoli Sotterranea ha regolarizzato i lavoratori con un contratto a tempo determinato di 2 mesi, esattamente 24 ore dopo l’uscita della video-inchiesta di Clash City Workers. Da precari in nero a precari legalizzati, in pratica. E’ un primo passo, ma non c’è nulla da esultare. Un’altra “moda”, soprattutto nei ristoranti, è quella di regolarizzare i lavoratori con un contratto part-time e farli lavorare 10-12 ore al giorno.

Napoli sotterranea: lavoro nero ed evasione

"NAPOLI SOTTERRANEA": UN CLAMOROSO CASO DI SFRUTTAMENTO ED EVASIONE! OGGI I LAVORATORI DENUNCIANO E COMINCIA LA VERTENZA! DATECI UNA MANO A FAR GIRARE, E' MOLTO GRAVE! [Qui trovate la nostra inchiesta, corredata di dati, foto delle lettere di denuncia e altri materiali: http://jesopazzo.org/index.php/blog/519-napoli-sotterranea-lavoro-nero-evasione] Qualche mese fa, portando avanti con la @Camera Popolare del Lavoro- Napoli la campagna contro il lavoro nero, ci siamo imbattuti in un gruppo di giovani lavoratori e lavoratrici che denunciava situazioni di sfruttamento disumane. Assenza di contratti, paghe ridicole (anche due euro l'ora), mancanza delle più elementari norme di sicurezza, turni imposti al momento, mansioni di tutti i tipi, nessuna assicurazione, niente ferie, maternità o malattie... Gente cacciata dall'oggi al domani, gente umiliata, un clima di terrore. Di schifezze ne abbiamo viste tante in questi anni, ma qui si superava ogni limite. Non parliamo di una fabbrica nascosta negli scantinati: parliamo di una realtà sotto gli occhi di tutti, nel centro storico. Si tratta infatti di "Napoli sotterranea", una delle maggiori realtà della città, una di quelle che sta facendo più soldi in questi anni in cui cresce il turismo ma non i diritti. Molti di voi, da tutta Italia, avranno pagato ben 10€ per entrare nelle suggestive grotte date in concessione da 30 anni per poco e niente a quest'associazione. Associazione che in teoria sarebbe una ONLUS, e che non potrebbe far "pagare" il biglietto, tantomeno potrebbe fare utili, ma che invece vende, fra le altre cose, souvenir e somministra bevande... E non solo. Nonostante il fatto che tutte le entrate di una ONLUS debbano essere reinvestite in attività afferenti agli scopi sociali della ONLUS, negli anni sono fiorite, una serie di attività dal carattere prettamente commerciale riconducibili al presidente Enzo Albertini: una pizzeria, un B&B, un bar e altre attività nelle quali, sempre a nero, vengono impiegati in condizioni terribili gli stessi lavoratori di "Napoli Sotterranea"... Insomma, il quadro è semplice ma drammatico: truffando le leggi, truffando il pubblico e truffando i lavoratori, "Napoli sotterranea" ha costruito un vero e proprio impero economico. Ci chiediamo: Ma perché Napoli deve essere sempre umiliata dagli imbrogli? Perché da noi un giovane deve essere sfruttato in questo modo barbaro? E' giusto che mentre noi veniamo pagati 2 o 3 euro all'ora c'è chi sulle nostre spalle si porta a casa migliaia di euro? E' possibile che nessuno in 30 anni abbia controllato ed evitato questi danni alla comunità? Noi quando abbiamo sentito queste storie ci siamo incazzati. Ci siamo documentati, abbiamo fatto un percorso con i lavoratori, che hanno vinto la "naturale" paura e hanno denunciato. Ora non lasciamoli soli, non lasciateci soli! Dateci una mano a vincere questa battaglia, estremamente importante... Facciamo girare, pretendiamo giustizia! Seguiranno a breve aggiornamenti e altre prove...

Pubblicato da Clash City Workers su Lunedì 30 ottobre 2017

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