L’albero di Natale nella Galleria Umberto e la resa dello Stato

L'albero dei desideri in Galleria Umberto I è stato di vandalizzato per la terza volta. A Napoli lo Stato ha abdicato?

L'albero di Natale nella Galleria UmbertoLa città di Roma ha spelacchio, Napoli l’albero abbattuto. Si potrebbe riassumere così il Natale dei romani e dei napoletani. Due facce della stessa medaglia che rappresentano l’inefficienza dei politici e la resa dello Stato. Nella capitale l’abete rosso di piazza Venezia è morto prima della Santa Festa, mentre l’albero dei desideri della Galleria Umberto I di Napoli resiste a notte alterne nonostante le baby gang.

Questa notte è stato vandalizzato per la terza volta l’albero di Natale nella Galleria Umberto I. La prima volta che è finito nel mirino delle baby gang è stato all’indomani del suo allestimento, il 22 dicembre 2017, quando è stato parzialmente segato e portato via. Il pomeriggio seguente fu poi ritrovato nei Quartieri Spagnoli. Il secondo albero di Natale, sistemato il 23 dicembre 2017, è stato abbattuto nella notte tra Natale e Santo Stefano. Un gruppo di passanti e commercianti l’ha rimesso in piedi. Nemmeno 24 ore e il povero albero è finito di nuovo a terra. La tenuta in piedi dell’albero di Natale nella Galleria Umberto I sembra essere diventata una “sfida” tra aspiranti criminali e lo Stato. Per il momento stanno vincendo le baby gang. Al di là dei raid vandalici, la Galleria Umberto I di sera diventa spesso campo di calcio per i ragazzini della zona. Chiuderla di notte e presidiarla di giorno sembra, a molti, l’unica soluzione possibile per arginare violenza e degrado. Una domanda sorge spontanea: era proprio tanto difficile la scorsa notte mettere due vigili urbani o due poliziotti a sorvegliare l’albero di Natale? Come pensano di poter essere credibili nel controllo del territorio e nella lotta alla criminalità la Prefettura e la Questura quando non riescono neanche a impedire alle baby gang di abbattere gli alberi di Natale in pieno centro cittadino.

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