Inps: Aumenta il lavoro ma è precario

I dati Inps sui primi dieci mesi del 2017 confermano la tendenza osservata dalla fine della decontribuzione per le assunzioni stabili. Il Jobs Act di Renzi ha esteso la precarietà a tutti.

LavoroLavoro a tempo indeterminato con segno meno nei primi dieci mesi del 2017 rispetto allo stesso periodo del 2016. Lo comunica l’Inps nel suo Osservatorio sul precariato. Le assunzioni a tempo indeterminato sono state 1.021.582, 39.265 in meno(-3,7%) rispetto allo stesso periodo del 2016. Nei primi dieci mesi del 2015 erano state 1.520.592.

Perché c’è stato il crollo dei contratti a tempo indeterminato nei nuovi rapporto di lavoro? La risposta è ovvia. Dal 1° gennaio 2017 sono spariti gli sgravi contributivi per le aziende che assumevano. L’incidenza dei contratti stabili sul totale delle assunzioni è sceso al 23,6%. Nei primi dieci mesi del 2017 sono state 310.008 le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine o apprendistato. In totale sono stati attivati 1.331.590 contratti stabili, in calo del 2,7% rispetto ai 1.369.369 dei primi dieci mesi del 2016. Le cessazioni a tempo indeterminato sono state 1.343.705, per un saldo negativo di 12.115 unità. Nel complesso i nuovi rapporti di lavoro(fissi e a termine) nel periodo sono stati 5.919.509, mentre le cessazioni sono state 5.190.195. Nei primi dieci mesi del 2017, nel settore privato si registra un saldo tra assunzioni e cessazioni pari a +729.000, superiore a quello del corrispondente periodo sia del 2016(+496.000) che del 2015(+626.000). Alla crescita delle assunzioni il maggior contributo è stato dato dai contratti a tempo determinato(+28%) e dall’apprendistato(+26,3%). Tra le assunzioni a tempo determinato appare significativo l’incremento dei contratti di somministrazione(+21,7%) e ancora di più dei contratti di lavoro a chiamata che, con riferimento sempre all’arco temporale gennaio-ottobre, sono passati da 160.000(2016) a 363.000(2017), con un incremento del 126,4%. I dati dell’Inps confermano che la crescita dell’occupazione è dovuta esclusivamente dall’aumento dei dipendenti a termine. Il lavoro creato da Matteo Renzi è precario e non consente di programmare il futuro. Come creerà un altro milione di posti di lavoro?

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