Istat: In calo il numero dei pensionati

Tra il 2015 e il 2016 il numero dei pensionati è sceso di 115.000 unità. E’ quello che emerge dal rapporto “Condizioni di vita dei pensionati”.

In calo il numero dei pensionatiNel 2016 i pensionati sono circa 16,1 milioni e percepiscono in media 17.580 euro lordi, 257 euro in più rispetto all’anno precedente. E’ quello che emerge dal rapporto “Condizioni di vita dei pensionati” pubblicato oggi(21 dicembre) dall’Istat. Tra il 2015 e il 2016 il numero di pensionati scende di 115 mila unità: i nuovi pensionati, ovvero quelli che hanno iniziato a percepire una pensione nel 2016, sono infatti meno numerosi dei pensionati cessati, quelli cioè che nello stesso periodo hanno smesso di percepire trattamenti pensionistici.

I redditi dei nuovi pensionati sono mediamente inferiori a quelli dei cessati(15.024 euro contro 16.673 euro) e a quelli dei pensionati sopravviventi(17.675 euro), percettori cioè di trattamenti sia nel 2015 sia nel 2016 che, nel corso del pensionamento, possono aver cumulato ulteriori pensioni(spesso di reversibilità) rispetto a quella con cui sono entrati nello stato di pensionamento. Il calo nel numero dei pensionati si osserva per tutte le tipologie pensionistiche, ad eccezione delle pensioni sociali e di invalidità civile. In termini assoluti, le diminuzioni più rilevanti si riscontrano tra i pensionati di vecchiaia(quasi 94 mila in meno), tra quelli di invalidità previdenziale(circa 57 mila in meno) e tra i superstiti(quasi 29 mila in meno). Sono in aumento i pensionati sociali(+5 mila circa) e quelli d’invalidità civile(+52 mila). Le donne pensionate sono il 52,7% del totale e ricevono importi annuali medi inferiori di circa 6.000 euro rispetto agli uomini, anche se la forbice tende a ridursi.

Crescono, invece, le differenze geografiche: l’importo medio delle pensioni del Nord-est supera del 18,2% quello delle pensioni del Mezzogiorno(era il 17,3% nel 2015), quasi il doppio rispetto al divario dell’8,8% del 1983(primo anno per cui i dati sono disponibili). Le ritenute fiscali incidono per il 18,9%(+0,3% rispetto al 2014); l’aliquota media si attesta al 21,6% per i pensionati di vecchiaia e anzianità, al 18% per quelli di reversibilità e al 12,8% per i beneficiari di trattamenti d’invalidità ordinaria o indennitari. In molti casi il reddito pensionistico sembra proteggere da situazioni di forte disagio economico. Nel 2015 l’incidenza delle famiglie a rischio di povertà tra quelle con pensionati(16,5%) è sensibilmente inferiore a quello delle altre famiglie(24,2%). Il rapporto dell’Istat ci fa capire che il problema dell’Italia non sono le pensioni in generale, ma i pensionati d’oro. Non possiamo più permetterci di mantenere gente che percepisce una pensione superiore ai 3 mila euro al mese.

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