Italia 23esima per uso fondi UE

L'Italia prende i fondi europei ma non li usa. Il nostro Paese è solo al 23esimo posto in Europa. Emerge dai dati della Commissione UE aggiornati a ottobre 2017.

Italia 23esima per uso fondi UEL’UE fornisce finanziamenti per un’ampia gamma di progetti e programmi nei settori sviluppo urbano e regionale, occupazione e inclusione sociale, agricoltura e sviluppo rurale, politiche marittime e della pesca, ricerca e innovazione e aiuti umanitari. L’Italia è il secondo Paese beneficiario nella UE dei fondi strutturali europei con una quota del 37%, pari 27,1 miliardi di euro.

La Polonia con il 40% è di gran lunga il primo beneficiario europeo, mentre dietro l’Italia si trovano Spagna(24%) e Romania(26%), rispettivamente terzo e quarto maggiori beneficiari. Il problema dell’Italia è che non propone progetti e quindi non utilizza i fondi strutturali europei. L’Italia è solo 23esima su 28 Stati membri per tasso di impegno dei finanziamenti in progetti già selezionati. Emerge dai dati della Commissione UE aggiornati a ottobre 2017. Il nostro Paese ha speso solo 2,45 miliardi di euro su 27,1 disponibili, pari ad una percentuale del 3%. I fondi europei sono gestiti seguendo norme rigorose per assicurare che il loro utilizzo sia sottoposto a uno stretto controllo e che siano spesi in modo trasparente e responsabile. A fine ottobre circa il 44% fondi strutturali europei sono stati impegnati in progetti già selezionati in tutta Europa, per un totale di 278 miliardi di euro. A tre anni dall’inizio dell’attuale periodo di programmazione(2014-2020), che nel bilancio UE vale 454 miliardi(638 miliardi aggiungendo il contributo degli Stati), sono state supportate 793.490 imprese, 7,8 milioni di persone sono state aiutate a trovare un impiego o a intraprendere percorsi di formazione.

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