Italia deferita alla Corte UE per debiti Pubblica amministrazione

La Commissione UE ha deciso di portare l'Italia davanti alla Corte di giustizia europea per i ritardi sistematici dei pagamenti alle imprese da parte della Pubblica amministrazione.

Gentiloni e Renzi“Se entro il 21 settembre 2014 paghiamo tutti i 50 miliardi di debiti della Pubblica amministrazione Bruno Vespa farà un pellegrinaggio a piedi da Firenze al santuario di Monte Senario”. E’ la scommessa che fece Matteo Renzi il 13 marzo 2014 a “Porta a Porta”. Il segretario del Partito Democratico, all’epoca premier, si presentò di nuovo da Vespa il 9 settembre 2014 e consigliò alle aziende di andare in banca per riscuotere il credito.

Come stanno le cose dopo oltre tre anni? Al 10 luglio 2017 risultano pagati ai creditori 45,5 miliardi, a fronte di un finanziamento complessivo ai debitori di 47,3 miliardi¹. Rispetto al picco del debito commerciale, stimato dalla Banca d’Italia a fine 2012 in circa 91 miliardi di euro, risulterebbe quindi assorbita dagli enti debitori una somma corrispondente al picco di debito considerato scaduto e in ritardo di pagamento. Tutto bene? Mica tanto. L’Italia è stata deferita dalla Commissione UE alla Corte Europea per i ritardi sistematici dei pagamenti alle imprese da parte della Pubblica amministrazione. Nei confronti dell’Italia la procedura d’infrazione era stata aperta 3 anni fa. A febbraio scorso c’era stato un ulteriore avvertimento. Nonostante gli sforzi fatti, la media dei tempi di pagamento resta a 100 giorni, con picchi che possono essere anche nettamente superiori. Secondo la direttiva UE sui ritardi di pagamento le amministrazioni pubbliche sono tenute a pagare le merci e i servizi acquistati entro 30 giorni o, in circostanze eccezionali, entro 60 giorni dal ricevimento della fattura. Il presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani, ha dichiarato: “Era inevitabile. L’Italia ha fatto di tutto per non rispettare le regole. Anche nel 2013, quando Bruxelles ha concesso di sforare il patto di stabilità per pagare i creditori della Pubblica amministrazione, questa opportunità non è stata utilizzata”.

¹ Dato visibile sul sito del MEF

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