Pizza napoletana patrimonio dell’Unesco

L’arte del pizzaiolo napoletano diventa patrimonio dell’umanità Unesco. Per il Belpaese si tratta del 58esimo Bene tutelato, il nono in Campania. Festa a Napoli.

Pizza napoletana patrimonio dell’UnescoLa pizza napoletana dal 4 febbraio 2010 è stata ufficialmente riconosciuta come Specialità tradizionale garantita dall’Unione Europea. Oggi(7 dicembre) arriva un altro riconoscimento importante per il settore. L’Arte del pizzaiuolo napoletano è patrimonio culturale dell’Umanità Unesco. Questo è quello che ha decretato il Comitato di governo dell’Unesco a Jeju, in Corea del Sud.

Tra i primi a esultare, il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina. Per l’Italia si tratta del 58esimo “Bene tutelato”, il nono in Campania. Il voto unanime del Comitato di governo dell’Unesco è arrivato dopo otto anni di negoziati internazionali. L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha premiato il lungo lavoro del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali che nel 2009 aveva iniziato a redigere il dossier di candidatura con il supporto delle Associazioni dei pizzaiuoli e della Regione Campania puntando su questa antica arte non come fenomeno commerciale ma come forma culturale. L’Unesco ha riconosciuto che la creatività alimentare della comunità napoletana è unica al mondo. Per festeggiare l’ambito riconoscimento a Napoli fin dall’alba è scattata la festa dei pizzaiuoli con aperture straordinarie e pizza per tutti.

Il Comitato di governo ha così motivato la decisione: “Il know-how culinario legato alla produzione della pizza, che comprende gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l’impasto della pizza, esibirsi e condividere è un indiscutibile patrimonio culturale. I pizzaiuoli e i loro ospiti si impegnano in un rito sociale, il cui bancone e il forno fungono da palcoscenico durante il processo di produzione della pizza. Ciò si verifica in un’atmosfera conviviale che comporta scambi costanti con gli ospiti. Partendo dai quartieri poveri di Napoli, la tradizione culinaria si è profondamente radicata nella vita quotidiana della comunità. Per molti giovani praticanti, diventare Pizzaiuolo rappresenta anche un modo per evitare la marginalità sociale”. I lavori del Comitato di governo si concluderanno il 9 dicembre 2017 e solo al termine di questa ultima sessione l’Arte del pizzaiuolo napoletano sarà ufficialmente iscritta nella Lista rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco.

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