Trump taglia tasse a debito. UE pensa ai vincoli

Il Senato americano approva con 51 voti contro 49 la riforma che porta al 20% le imposte delle imprese. Il taglio della tasse è a debito. In UE invece si pensa al rispetto dei vincoli.

Donald TrumpIl Senato degli Stati Uniti, con maggioranza repubblicana, ha adottato l’ambizioso progetto di riforma del sistema fiscale e tasse più basse, prima e preziosa vittoria per il presidente Donald Trump. Il testo, approvato con 51 sì e 49 no, deve ora essere armonizzato con la versione adottata il 16 novembre 2017 dalla Camera dei rappresentanti.

I tagli alle tasse da 1.400 miliardi di dollari gonfieranno il debito pubblico americano, di 516 miliardi di dollari secondo la stima più ottimistica della Tax Foundation, e di 1,39 trilioni secondo quella più pessimistica di Penn Wharton. Il punto centrale della riforma è la riduzione permanente dell’aliquota per le aziende dal 35% al 20%. Meno significativi invece sono i tagli alle tasse per i redditi individuali, che secondo il Partito Repubblicano beneficeranno il 70% degli americani, ma scadranno nel 2025. Importante anche la cancellazione dell’obbligo di acquistare una polizza sanitaria sancito dall’Obamacare: mancheranno così i fondi per sostenere la riforma sanitaria e inoltre 13 milioni di cittadini perderanno la copertura assicurativa. La riforma Trump favorisce i ricchi a scapito della classe media e bassa. Tradotto significa che farà crescere le diseguaglianze. Una cosa del genere potrebbe avvenire anche in Italia con la flat tax proposta dal centro destra. La differenza è che nel nostro Paese non possiamo fare debito per colpa dei vincoli fascisti dell’Unione Europea. Dove troveranno le coperture Silvio Berlusconi e Matteo Salvini? Facile immaginare che la proposta “folle” del centro destra preveda tagli nel sistema sanitario.

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