Eurispes: 4 famiglie su 10 usano risparmi per arrivare a fine mese

Quasi la metà delle famiglie non riesce a far quadrare i conti e arrivare a fine mese e solo una famiglia su quattro risparmia. E' quello che emerge dal 30esimo "Rapporto Italia" di Eurispes. Italiani contrari all’uscita dall’UE.

4 famiglie su 10 usano risparmi per arrivare a fine meseUn Paese deluso e confuso, tradito da un sistema che non riesce più a garantire crescita, stabilità, sicurezza economica e prospettive per il futuro. Questa la fotografia del 30esimo “Rapporto Italia” dell’Eurispes. Il 48,3% delle famiglie non riesce ad arrivare alla fine del mese e il 44,9% per arrivarvi sono costrette a utilizzare i propri risparmi. Solo il 30,5% delle famiglie riesce a far quadrare i conti. Il 18,7% riesce a risparmiare, mentre il 29,4% ha difficoltà a pagare le utenze. Inoltre, il 25,6% ha difficoltà ad affrontare spese mediche, il 28,5% a sostenere il mutuo e il 42,1% a pagare l’affitto.

Per far fronte alle difficoltà economiche, ci si affida soprattutto alla famiglia d’origine(31,6%). Causa crisi, alcuni sono tornati a vivere dai genitori(13,8%), ai quali hanno chiesto aiuto economico(32,6%) o il sostegno nella cura dei figli per non dover pagare nidi privati o baby sitter(23%). Si sente povero circa un italiano su quattro. Solo il 12,1% afferma di non conoscere nessuno che si trovi in una condizione di indigenza. Si sprofonda nella povertà soprattutto per aver perso il lavoro(76,7%) o a seguito di una separazione/divorzio(50,6%). Il 48,5% dei cittadini ha visto diminuita la propria capacità di spesa contro il 51,5% che non ha perso potere d’acquisto. I tagli alle spese sono più alti per i consumi superflui, mentre il ricorso ai saldi è ormai un’abitudine consolidata(80%). Il 28,7% delle famiglie ha avuto la necessità di chiedere un prestito bancario nel corso degli ultimi tre anni, ma nel 7,8% dei casi non lo ha ottenuto. Il motivo più frequente di richiesta del prestito è il mutuo per l’acquisto della casa (46,8%), a seguire la necessità di pagare debiti precedentemente accumulati(27,6%), il bisogno di saldare prestiti contratti con altre banche/finanziarie(17,9%), il dover affrontare spese per cerimonie(17,9%) e per cure mediche(10,9%). Infine il 2,2% ha chiesto un prestito per poter pagare le vacanze. La Sanità viene bocciata nel 54,3% dei casi. Sono le lunghe liste d’attesa a creare più disagi(75,5%). Nel 42,2% dei casi si denunciano strutture mediche fatiscenti, nel 41,8% condizioni igieniche insoddisfacenti. Oltre un terzo(34,1%) ha sperimentato errori medici. Una persona su quattro non si fida dei vaccini dell’infanzia. Oltre un italiano su 5(21,2%) fa uso di medicinali non convenzionali(+6,7% rispetto al 2012). Internet viene spesso usata(47,7%) per cercare informazioni sui propri disturbi di salute, soprattutto dai giovanissimi di 18-24 anni (64,4%). Un terzo degli italiani(33,9%) ha più paura di subire reati rispetto al passato, soprattutto per quel che riguarda furti in casa e aggressioni. Disagio sociale e disoccupazione sarebbero le cause principali dei fenomeni criminali. Rispetto a 8 anni fa è cresciuto il numero di chi vorrebbe limitare l’ingresso degli immigrat (dal 6,5% al 14,9%). Se in pericolo, il 41,3% dei cittadini ricorrerebbe probabilmente all’uso di un’arma, mentre il 22% è sicuro che lo farebbe.

Italiani contrari all’uscita dall’UE

L’ipotesi di un referendum per uscire dell’Unione Europea vede prevalere il “no” con il 39,1% contro il 29,5% di “sì” e un altissimo numero di “non so”(31,4%). Un risultato molto diverso rispetto al 2015 quando alla domanda “l’Italia dovrebbe uscire dall’Euro?” il 40% dei cittadini rispondeva “sì”. All’Europa gli italiani rimproverano il problema dei migranti, rispetto al quale si sentono lasciati soli da Bruxelles(71,5%), le politiche spesso svantaggiose che ci vengono imposte(70,8%) e i sacrifici economici che dobbiamo sostenere per ottemperare ai dettami europei(70,2%). Il 40,4% dei cittadini sostiene che l’Italia deve affermare con decisione la tutela degli interessi del Paese, troppo disposto a mettersi da parte per il “bene comune”.

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