La flat tax di Berlusconi e Salvini

La flat tax è una sistema di imposizione fiscale che prevede un’unica aliquota valida per tutti. La proposta di Berlusconi e Salvini è senza coperture e rischia di far crescre le diseguaglianze in Italia.

Silvio Berlusconi e Matteo SalviniIl 4 marzo 2018 è vicino e i politici sparlano ogni giorno per convincere gli elettori a votare il proprio partito. Il cavallo di battaglia di Silvio Berlusconi e Matteo Salvini è la flat tax. Di cosa si tratta? E’ un sistema fiscale proporzionale e non progressivo basato su un’aliquota a percentuale fissa. Fu ideata per la prima volta nel 1956 dall’economista statunitense Milton Friedman.

Il centrodestra sostiene che gli ex paesi comunisti dell’Europa dell’est hanno beneficiato dall’adozione della flat tax. Alcuni di questi stati, in particolare i paesi Baltici, hanno riscontrato una crescita economica negli ultimi anni. Repubblica Ceca e Slovacchia hanno abbandonato la flat tax, introducendo altre aliquote, e così anche l’Islanda dopo un’esperienza fallimentare. In questo Repubblica Ceca è stato calcolato che la soglia minima di reddito alla quale la flat tax diventa vantaggiosa è di 55 mila corone ceche lorde al mese(circa 2.200 euro). Al di sotto di tale fascia di reddito, non ci sono vantaggi o ci sono, addirittura, svantaggi. La Flat tax rimane ad oggi solo in Russia e in alcune Repubbliche ex sovietiche, oltre a quasi tutti i paradisi fiscali. Tra i Paesi che hanno adottato la flat tax non ce n’è nessuno dei grandi Paesi occidentali. Molti hanno abbandonato la flat tax in nome di una maggiore equità fiscale che ha introdotto la progressività delle tasse sul reddito(aumentano quanto più il reddito è alto).

Quanto costa la flat tax?

La flat tax proposta dal “vecchio” Berlusconi è al 23%, mentre quella di Salvini è al 15%. La prima vale 57 miliardi di euro di minor entrate, mentre quella del leghista costa 95 miliardi di euro. Per far entrare in vigore l’aliquota a percentuale fissa sulle tasse bisogna tagliare le spese dello Stato di 57 miliardi o 95 miliardi, a seconda della percentuale scelta. Berlusconi e Salvini dove trovano le risorse? L’unico modo è mettere mano sulle due voci che incidono di più sul bilancio dell’Italia: pensioni e sanità. La flat tax sarebbe una mazzata per il ceto medio basso. Una domanda sorge spontanea: perché una persona che guadagna 15 mila euro all’anno dovrebbe pagare la stessa percentuale di tasse di una che ne percepisce 100 mila? La flat tax è una misura che servirebbe solo a far crescere le diseguaglianze in Italia. L’art.53 della Costituzione prevede che il sistema tributario sia uniformato da criteri di progressività della tassazione, con la capacità contributiva del cittadino.

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