Magma sotto Appennino meridionale nuova causa sismi

L'Ingv ha scoperto una sorgente di magma sotto l’Appennino meridionale, nell’area del Sannio Matese. A causare la sequenza sismica del 29 dicembre 2013 fu la risalita dei fluidi di origine vulcanica.

L'Appenino del MateseUna sorgente di magma, che può generare terremoti di magnitudo significativa, è stata scoperta in profondità, sotto l’Appennino meridionale, nell’area del Sannio Matese, dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia(Ingv) e dal Dipartimento di Fisica e Geologia dell’Università di Perugia. La scoperta è stata pubblicata sulla rivista “Science Advances”. La sorgente potrebbe anche generare terremoti più in profondità di quelli finora registrati nell’area.

La geofisica dell’Ingv, Francesca Di Luccio, ha dichiarato: “Studiando una sequenza sismica anomala, avvenuta tra il 29 dicembre 2013  e il 20 gennaio 2014 nell’area del Sannio-Matese con magnitudo massima 4.9, abbiamo scoperto che questi terremoti sono stati innescati da una risalita di magma nella crosta tra i 15 e i 25 chilometri di profondità. Un’anomalia legata non solo alla profondità dei terremoti di questa sequenza rispetto a quella più superficiale dell’area(meno di 10-15 chilometri), ma anche alle forme d’onda degli eventi più importanti, simili a quelle dei terremoti in aree vulcaniche”. I dati raccolti mostrano che i gas rilasciati da questa intrusione di magma sono costituiti prevalentemente da anidride carbonica, arrivata in superficie come gas libero o disciolta negli acquiferi di questa area dell’Appennino. Giovanni Chiodini, geochimico dell’Ingv. “Se l’attuale processo di accumulo di magma nella crosta dovesse continuare, non è da escludere che, alla scala dei tempi geologici(ossia migliaia di anni), si possa formare una struttura vulcanica”.

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