Ministro Minniti istituisce ministero della Verità contro fake news

Il ministro Marco Minniti presenta il nuovo servizio della Polizia postale che permetterà ai cittadini di suggerire presunte fake news. Il piano anti bufale rischia di diventare il ministero della Verità del libro 1984.

Il servizio anti fake newsUn pulsante rosso a disposizione degli utenti del web per segnalare le fake news. E’ il nuovo servizio messo a disposizione dalla Polizia postale e presentato ieri(18 gennaio) nella sede del Polo Tuscolano dal ministro dell’Interno Marco Minniti, dal capo della Polizia, Franco Gabrielli, e dal direttore del servizio di Polizia postale, Nunzia Ciardi. Un team verificherà le segnalazioni e, in caso di infondatezza, pubblicherà una smentita. Il servizio sarà a cura del Cnaipic(Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche) e saranno una cinquantina gli agenti di Polizia postale a esso dedicati.

Un annuncio non da sottovalutare, non tanto per l’efficacia e la rilevanza effettiva che potrà avere, ma perché quello che preoccupa e inquieta è la mentalità che sottintende una iniziativa del genere. Un ministero dell’Interno che delega la polizia a stabilire cosa è vero e cosa è falso. Sembra la realizzazione del Ministero della Verità descritto da George Orwell nel libro “1984”. Nell’opera letteraria, quel ministero ha il compito di produrre tutto ciò che ha a che fare con l’informazione: propaganda di partito, editoria, programmi radiotelevisivi, ma anche ad esempio la letteratura. Oltre che di realizzarlo, questo ente si occupa anche di rettificarlo, ossia di riscriverlo, e di fatto anche falsificarlo, per renderlo conforme alle direttive e all’ideologia del partito. Il nuovo servizio anti fake news della polizia postale è una roba potenzialmente pericolosa. Non è compito dello Stato stabilire la verità, quello lo fanno nei regimi autoritari. E se non siamo di fronte a un attacco diretto alla libertà di espressione, siamo comunque a piccole gocce di “virus dittatoriali” introdotte nelle vene della nostra democrazia. Qui si sta attaccando - anche se all’apparenza non sembrerebbe - un principio di libertà.

Come funziona il servizio anti fake news?

Sul sito www.commissariatodips.it viene creato e messo a disposizione dei cittadini uno speciale red button per la segnalazione di fake news. Il sistema prevede anche la possibilità di arricchire la segnalazione attraverso l’indicazione precisa della url, la compilazione dei campi in cui poter indicare le piattaforme social dove la fake news viene diffusa e fornire le informazioni ritenute utili. Una volta che l’utente avrà segnalato la fake news, la Polizia verificherà, per quanto possibile, l’informazione, con l’intento di indirizzare la successiva attività alle sole notizie manifestamente infondate, tendenziose e diffamatorie. Sulla scorta degli elementi evidenziati nei report di analisi - qualora sia risultato possibile individuare con esattezza una fake news - sul sito del Commissariato di ps on line e sui canali social istituzionali verrà pubblicata una puntuale smentita. La polizia deciderà se chiedere o meno la rimozione dei contenuti ai provider. Non esiste, al momento, nel nostro paese il reato di fake news. Una domanda sorge spontanea: cosa succederà alle dichiarazioni dei politici? La propaganda politica è imbottita di disinformazione e manipolazione per ottenere consenso. La polizia postale non è già oberata di lavoro?

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