Murdoch chiede soldi a Facebook

Facebook ha intenzione di promuovere contenuti delle testate più autorevoli nella timeline. Il magnate dei media Rupert Murdoch chiede soldi al social network di Mark Zuckerberg.

Rupert MurdochFacebook è diventato l’editore che ha il monopolio dell’informazione. Tutti i professionisti, dal giornalista al blogger, condividono articoli e post sul noto social network per avere visibilità. Questo “scambio” andava ben finché un giorno il noto social network ha deciso di non garantire più una minima visibilità a tutti.

La settimana scorsa Mark Zuckerberg ha annunciato un cambiamento importante per incoraggiare interazioni sociali significative con famiglia e amici. La conseguenza è che vedremo meno contenuti pubblici(tra cui notizie, video e post dei brand) sulla propria timeline. L’ennesima modifica all’algoritmo dovrebbe servire per arginare il fenomeno delle fake news, ma sappiamo già che servirà a poco. Un’altra novità è che Facebook darà priorità alle testate più autorevoli in base al grado di fiducia degli utenti. Quest’ultima “regola” finirà per affossare definitivamente il piccolo blogger. E’ normale che un algoritmo di un social network decida quale siano le notizie ad avere visibilità? La risposta è ovvia. Siamo di fronte ad un tentativo di controllo dell’informazione sul web. Rupert Murdoch ha capito il “pericolo” ed è passato subito a battere cassa al noto social network. “Facebook dovrebbe iniziare a pagare gli editori per i contenuti che pubblica sulla sua piattaforma: dovrebbe pagare una tariffa agli editori che ritiene affidabili, sottoponendosi a un modello simile a quello adottato dalle società via cavo”. Questo è quello che ha dichiarato il magnate dei media. Gli editori chiaramente alimentano il valore e l’integrità di Facebook con le loro notizie e i loro contenuti e non vengono adeguatamente ricompensati per questi servizi. Murdoch ha aggiunto: “Una tariffa che avrebbe un impatto minore sugli utili di Facebook, ma un impatto importante sulle prospettive di editori e giornalisti”.

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