I saldi invernali 2018 iniziano il 2 gennaio

I saldi invernali 2018 iniziano il 2 gennaio in Basilicata. Regione per Regione, ecco quando iniziano i saldi. Il decalogo “Saldi tranquilli” di Confcommercio Ascom Imola.

Saldi invernali 2018I saldi invernali 2018 partono martedì 2 gennaio in Basilicata. Subito dopo seguirà la Valle d’Aosta, dove inizieranno mercoledì 3 gennaio. Nelle altre regioni italiane i saldi inizieranno venerdì 5 gennaio 2018. L’unica regione a organizzarsi diversamente è la Sicilia, dove si dovrà aspettare sabato 6 gennaio.

 

A partecipare alle prossime vendite di fine stagione saranno circa 280 mila attività commerciali, inclusa praticamente la totalità dei negozi di moda e di tessili, che praticheranno subito sconti del 30-40%. Federconsumatori sostiene che il 41% delle famiglie italiane si dedicherà allo shopping e in media verranno spesi 181,20 euro. Rispetto ai saldi invernali del 2017, il budget per i saldi aumenta del +0,7%. Roberto Manzoni, presidente di Fismo Confesercenti, ha dichiarato: “I saldi sono un’occasione di risparmio per i consumatori, ma anche di vendita per le imprese, che cercano l’inversione di tendenza dopo l’ennesimo anno fiacco. Anche le vendite di Natale, seppure positive, sono state sotto le attese. E senza una ripresa sostenuta, il settore del commercio moda continua a soffrire: nel 2017 sono spariti altri 2.406 negozi, più di 6 al giorno”. Ecco il calendario completo dei saldi invernali 2018, regione per regione, stilato dalla Confesercenti:

Regione Inizio Fine
Abruzzo 5 gennaio 5 marzo
Basilicata 2 gennaio 1 marzo
Calabria 5 gennaio 28 febbraio
Campania 5 gennaio 2 aprile
Emilia Romagna 5 gennaio 5 marzo
Friuli Venezia Giulia 5 gennaio 31 marzo
Lazio 5 gennaio 28 febbraio
Liguria 5 gennaio 18 febbraio
Lombardia 5 gennaio 5 marzo
Marche 5 gennaio 1 marzo
Molise 5 gennaio 5 marzo
Piemonte 5 gennaio 28 febbraio
Puglia 5 gennaio 28 febbraio
Sardegna 5 gennaio 5 marzo
Sicilia 6 gennaio 15 marzo
Toscana 5 gennaio 5 marzo
Trentino-Aldo Adige 5 gennaio 16 febbraio
Umbria 5 gennaio 5 marzo
Valle d’Aosta 3 gennaio 31 marzo
Veneto 5 gennaio 31marzo

Con l’avvio dei saldi riparte l’operazione “Saldi tranquilli”, la campagna promossa da Confcommercio Ascom Imola.

Le regole per gli acquisti in saldo

Comunicazione: eliminato l’obbligo, da parte degli operatori, di informare i Comuni al fine di snellire e semplificare le procedure a carico delle imprese.

Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso.

Esposizione dei prezzi: come in tutte le vendite speciali esiste l’obbligo di esporre al pubblico il prezzo iniziale di vendita, la percentuale di sconto e il prezzo scontato finale.

Pagamenti elettronici: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l’adesivo che attesta la relativa convenzione. E’ previsto da giugno l’obbligo di accettazione dei pagamenti tramite POS(bancomat-carte di debito) sopra i 30 euro.

Disposizione della merce: al fine di non indurre il consumatore in errore, è fatto obbligo disporre le merci offerte in saldo in maniera inequivocabilmente distinta e separata da quelle che eventualmente siano contemporaneamente poste in vendita alle condizioni ordinarie. Ove tale separazione non sia praticabile, la vendita ordinaria viene sospesa.

Prova dei capi: non c’è obbligo, la possibilità è rimessa alla discrezionalità del negoziante.

Cambi di prodotti acquistati in saldo: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.

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