L’assegno di liquidazione per i non eletti alla Camera e Senato

I parlamentari uscenti non eletti ricevono un assegno di liquidazione, una sorta di trattamento di fine rapporto(TFR) esentasse. La quota è di 46.800 euro a legislatura. L'assegno più sostanzioso spetta a Carlo Giovanardi.

Alfano, Finocchiaro e BindiLe elezioni politiche del 2018 hanno decretato il successo del Movimento 5 Stelle e della coalizione di centrodestra. Non ci sono solo vincitori o sconfitti ma anche dei “trombati”, ossia coloro non eletti a Camera o al Senato. A loro si aggiungono anche i parlamentari uscenti che hanno rinunciato a candidarsi per svariati motivi. I “trombati” e rinunciatari stanno per ricevere una liquidazione, una sorta di trattamento di fine rapporto(TFR) che spetta di diritto ai parlamentari uscenti non rieletti.

L’assegno di reinserimento all’attività lavorativa è una specie di liquidazione/previdenziale che oggi si chiama “assegno di fine mandato”. La prendono tutti, sembra costituzionalmente illegittima ma soprattutto, a differenza del TFR di tutti gli italiani, è esentasse. I parlamentari uscenti non eletti riceveranno un assegno per il reinserimento nella vita lavorativa entro 30 giorni dalla proclamazione dei nuovi inquilini di Camera e Senato. Ammonta a 9.360 euro per ogni anno trascorso in Parlamento. Va detto che si tratta di 780 euro trattenuti ogni mese dalla busta paga di 10.400 euro lordi dei parlamentari. Questi soldi finiscono nel fondo di solidarietà autonomo, gestito dalle tesorerie di Camera e Senato. Denaro che può essere reclamato in anticipo, alla fine di ogni mandato o accumulato. I parlamentari uscenti debuttanti nella scorsa legislatura riceveranno un assegno di 46.800 euro. In questa categoria rientra l’ex deputato del M5S Alessandro Di Battista.

Ben più sostanzioso l’assegno che incasserà Angelino Alfano: dopo 17 anni trascorsi in Parlamento prenderà 180 mila euro di liquidazione. Meglio dell’ex ministro dell’Interno fa la “madre nobile” del Partito Democratico Rosy Bindi con 270 mila euro, frutto di ben 23 anni trascorsi tra Camera e Senato. Il primato assoluto spetta al “simpaticissimo” Carlo Giovanardi, che con 7 legislature ha maturato un assegno di liquidazione di 315 mila euro. La gran parte già incassati per le 5 legislature alla Camera. Anna Finocchiaro è entrata per la prima volta in Parlamento nel 1987, quando il Napoli di Maradona vinceva il primo scudetto. L’esponente del PD incasserà “solo” 108 mila euro per le 2 legislature e mezze fatte al Senato dal 2006 ad oggi. L’assegno di liquidazione per la Camera l’ha già intascato anni fa. Il discusso Denis Verdini riceverà un assegno di 46.800 euro per l'ultima legislatura al Senato. In precedenza aveva già incassato 135 mila euro di fine mandato accumulati per le sue 3 legislature alla Camera. Beppe Fioroni, candidato del PD non eletto, ha accumulato un assegno di liquidazione di 198 mila euro.

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