Il business dei migranti

Nell’ultima puntata di “Bloody Money” viene svelato come funziona il business migranti grazie ai soldi dei contribuenti italiani. Negli ultimi 3 anni l'Italia ha buttato 11 miliardi di euro per fare finta accoglienza.

Il business dei migrantiL’emergenza migranti è diventato uno dei business più redditizi in Italia. Negli ultimi tre anni il nostro Paese ha buttato al vento 11 miliardi di euro per fare finta accoglienza. La gran parte dei soldi, infatti, è finita nei conti correnti di faccendieri, associazioni e cooperative, solo una percentuale bassissima è andata ai profughi. Per questo motivo molti considerano i migranti un “prodotto” per rimpinguare il conto in banca. Una domanda sorge spontanea: chi paga questo business?

Alcuni giornalisti e politici sostengono che l’emergenza migranti viene pagata con i soldi dell’Unione Europea. E’ una bufala. La Commissione europea ha stanziato 2,4 miliardi di euro per il periodo 2015-2020. La fetta più rilevante, circa 560 milioni, è riservata all’Italia. Facendo un rapido calcolo, si scopre che il nostro Paese riceve ogni anno “solo” 93,3 milioni di euro dall’UE. Una cifra ridicola rispetto a quanto sborsiamo ogni anno per l’emergenza migranti. L’unico “regalo” che ci fa l’Unione Europea è una flessibilità di pari importo ogni anno, ma bisogna considerare che flessibilità significa altro debito. Chi lo pagherà? Il contribuente italiano attraverso le tasse. Tra l’altro, bisogna sottolineare che le risorse economiche dell’UE sono anche soldi degli italiani, visto che il nostro Paese è il quarto contributore netto a garantire l’azione dell’Unione Europea. La Fondazione Ismu ha calcolato che l’emergenza migranti costa 11 euro a testa all’anno per ogni italiano. Bene. Io sono disposto a versare quella cifra, basta che lo Stato smetta di far “magnare” la criminalità organizzata legalizzata(COL) sulla pelle dei profughi. L’accoglienza non deve essere un business più redditizio dello spaccio di droga. Non ci lamentiamo se poi la gente usa un termine orrendo come “stoccaggio” per indicare l’accoglienza dei migranti in un edificio.

L’inchiesta di Fanpage.it

Nell’ultima puntata di “Bloody Money” viene svelato come funziona il business migranti grazie ai soldi dei contribuenti italiani. Nunzio Perrella, l’ex boss di camorra infiltrato per Fanpage.it, incontra a Vedelago(Treviso) l’imprenditore Stefano Fuso. Il faccendiere dice di essere legato agli ambienti della massoneria ed è entrato nel business dei migranti mettendo in case rimaste sfitte i profughi in cambio di finanziamenti dello Stato. “Io non sono altruista, sono uno che fa un lavoro, punto. Qua non si parla di altruismo, sono uno che fa reddito e profitto, questo è il mio lavoro”, questo è quello che dichiarò Fuso a “Striscia la Notizia” qualche mese fa. La Prefettura paga 32 euro al giorno per ogni migrante, solo 2 euro vanno al “poveraccio”. I profughi vengono “accolti” al minor costo possibile per aumentare il profitto, si parla di una cifra che varia tra i 4 e gli 8 euro al giorno per ogni migrante. Fuso dichiara: “Più profughi metti più giornalmente aumenti l’utile. Più ho la massa più guadagno”. Su 1.000 migranti l’utile è di 600 mila euro all’anno. Altro che startup e altre cazzate varie. Il business dei migranti non è per tutti, visto che lo Stato paga dopo 150 giorni. Fuso riesce a finanziare tutte le sue attività grazie ai soldi che incassa con il business migranti. Sembra incredibile che gli organi di controllo dello Stato facciano finta di nulla.

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