In Italia si muore di meno dove prevenzione funziona

In Italia si muore meno per tumori e malattie croniche, ma solo dove la prevenzione funziona. Situazione drammatica al Sud, in particolare in Campania. E’ quello che emerge dal “Rapporto Osservasalute 2017”.

screening-tumoreIn Italia si muore meno per tumori e malattie croniche, ma solo dove la prevenzione funziona. Al Sud, dove una persona su 5 dice di non aver soldi per pagarsi le cure, il tasso di mortalità per queste cause è maggiore tra il 5% e il 28%. La Campania è la regione con i dati peggiori. E’ quello che emerge dal “Rapporto Osservasalute 2017”. Tra 10 anni la popolazione anziana non autosufficiente sarà di 6,3 milioni, di cui 1,6 milioni incapace di svolgere attività quotidiane della cura di se stessi. Un dato che porrà seri problemi per l’assistenza.

L’Italia è tra i Paesi più longevi d’Europa e del mondo, nel 2015 si colloca al secondo posto dopo la Svezia per la più elevata speranza di vita alla nascita per gli uomini(80,3 anni) e al terzo posto dopo Francia e Spagna per le donne(84,9 anni), a fronte di una media dei Paesi dell’Unione Europea di 77,9 anni per gli uomini e di 83,3 anni per le donne. La causa principe della mortalità prematura sono le malattie croniche; in particolare si considerano per tumori maligni, diabete mellito, malattie cardiovascolari e malattie respiratorie croniche. Il tasso di mortalità precoce è diminuito di circa il 20% negli ultimi 12 anni, passando da un valore di circa 290 a circa 230 per 10.000 persone. La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è aumentata negli uomini in valore assoluto di 5,7 punti percentuali per il tumore del polmone e di 2,4 punti percentuali per il tumore della cervice uterina. Per il tumore della mammella la sopravvivenza a 5 anni è elevata e stimata ancora in aumento(+4,2%, da 86,9% a 91,1%). Per quanto riguarda i tumori oggetto di programmi di screening organizzato, gli effetti dell’introduzione di misure efficaci di prevenzione secondaria sono visibili nelle aree del Paese dove si è iniziato prima e dove la copertura è ottimale.

Il divario Nord-Sud

Il decennio appena trascorso ha confermato una situazione da tempo nota e tollerata: il profondo divario fra  Nord-Sud sia nelle dimensioni della performance indagate che nella qualità della spesa pubblica e, nello specifico, di quella sanitaria. Il divario ha ricadute gravi sulla salute degli italiani lungo lo Stivale, come si vede anche dall’ampia disparità in Italia sulla capacità di prevenire e curare alcuni tipi di tumore. Il divario è stato originato nel 2001 con il cambiamento del Titolo V della Costituzione che di fatto ha dato alle Regioni la quasi esclusiva potestà di organizzare e di gestire la Sanità. Il presidente dell’Istituto superiore di sanità(ISS) Walter Ricciardi ha dichiarato: “E’ evidente il fallimento del Servizio Sanitario Nazionale(SSN), anche nella sua ultima versione federalista, nel ridurre le differenze di spesa e della performance fra le regioni italiane”. Oggi nascere nel meridione d’Italia significa nascere nelle parti del continente europeo più derelitte, perché di fatto quelle regioni sono quelle che hanno gli indicatori di aspettativa di vita peggiori d'Europa. Il Servizio sanitario nazionale compie 40 anni il 23 dicembre 2018, ma non c’è nulla da festeggiare. Per la prima volta in assoluto, l’Organizzazione mondiale della sanità(OMS) ha lanciato l’allarme sulla sostenibilità del modello italiano. Tutta colpa dei tagli costanti fatti dai governi negli ultimi dieci anni.

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