Il governo di tregua del presidente Mattarella

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella proporrà un governo di tregua per fare la legge elettorale. Nel nuovo esecutivo ci sarà anche il PD di Matteo Renzi. Ma non dovevano stare all'opposizione?

Sergio MattarellaA distanza di due mesi  dalle elezioni politiche 2018 non c’è ancora un governo. Le posizioni di partenza dei partiti sono rimaste immutate, nessuno vuole fare un esecutivo con Lega e Movimento 5 Stelle. Non hanno dato nessun risultato i mandati esplorativi affidati alla presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati e al presidente della Camera Roberto Fico. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha indetto nuove consultazioni per il giorno 7 maggio 2018.

Quelli del PD non possono continuare a stare alla finestra sperando nel fallimento delle altre fazioni. Un ritorno al voto sarebbe deleterio soprattutto per loro. Per questo motivo il Partito Democratico appoggerà un governo proposto dal presidente Mattarella. Il vicepresidente della Camera, Ettore Rosato, ha dichiarato: “Un governo di tregua proposto da Mattarella avrebbe il sostegno del PD. Da discutere chi c’è dentro e per fare cosa. Possiamo fare un governo istituzionale, delle regole. Non è una proposta di Matteo Renzi, è una proposta del Partito Democratico”. In pratica prende corpo la proposta del governo di tutti i vecchi partiti proposto da Carlo Calenda il mese scorso. Una domanda sorge spontanea: il PD di Renzi non aveva detto che stava all’opposizione? Nell’esecutivo del presidente Mattarella ci sarebbe anche Forza Italia, più difficile invece l’appoggio della Lega. Non c’è che dire, il PD continua ad essere una costola del partito guidato dal pregiudicato Silvio Berlusconi. Un governo di tregua senza il partito più votato sarebbe antidemocratico, senza contare che porterebbe al suicidio dei vecchi partiti storici. Fa bene il Movimento 5 Stelle a chiedere il ritorno al voto. Stanno cercando il pretesto, le riforme o una nuova legge elettorale per rifilarci l’ennesimo governo tecnico. Non si è mai visto che il partito più votato viene fatto fuori dal governo. Il filosofo Massimo Cacciari ha anticipato le conseguenze di questo scenario nella puntata di “Otto e Mezzo” dell’8 marzo 2018. Alle prossime elezioni il M5S prenderebbe il 70%.

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