Italia deferita a Corte giustizia UE per pm10, rifiuti radioattivi e xylella

La Commissione UE ha deferito l'Italia alla Corte di giustizia UE per Pm10, rifiuti radioattivi e xylella. Una decisione che rischia di trasformarsi in sanzioni durissime per il nostro Paese.

InquinamentoGiornata storica per l’Italia. Il nostro Paese ha collezionato una serie di deferimenti alla Corte di giustizia UE per aver violato le norme europee antismog. Lo ha decretato la Commissione UE. Una decisione che rischia di trasformarsi in sanzioni durissime per il nostro Paese. L’Italia ha superato ripetutamente i limiti UE per il particolato Pm10.  Il deferimento arriva nell’ambito di una procedura di infrazione cominciata nel 2014.

Lo scorso gennaio il nostro Paese era stato convocato a Bruxelles anche per il superamento dei valori limite di biossido di azoto(NO2). La documentazione fornita da Roma non è stata sufficiente per evitare la procedura di infrazione sul particolato Pm10. L’Italia finisce davanti alla Corte di giustizia UE anche per i rifiuti radioattivi. Il motivo? Non è stata assicurata la piena conformità alla direttiva in materia, in particolare sul fronte della notifica dei programmi nazionali di gestione del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi. L’Italia è stata inoltre deferita alla Corte di giustizia per non aver applicato le misure UE contro la diffusione del batterio killer degli ulivi, la xylella, tra cui l’abbattimento delle piante infette.  L’attenzione dell’UE sulla xylella, infatti, era tornata a livello di allarme lo scorso marzo, quando quasi 3.000 ulivi furono trovati positivi al batterio in un’area dove nel 2015 erano pochi esemplari.

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