Corte UE condanna Italia per Punta Perotti

Corte UE condanna l'Italia per la confisca del complesso edilizio "Punta Perotti" a Bari. I costruttori sono stati già risarciti con 49 milioni di euro nel 2012. La struttura è stata abbattuta nel 2006.

Punta PerottiL’Italia è un Paese strano, si confiscano strutture abusive senza che ci sia una condanna dei responsabili. Per questo motivo il nostro Paese riceve una condanna dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo. La sentenza riguarda Punta Perotti(Bari), Golfo Aranci(Olbia), Testa di Cane e Fiumarella di Pellaro(Reggio Calabria).

La Corte UE ha stabilito che le autorità italiane non avrebbero dovuto confiscare i terreni per le costruzioni abusive, senza una precedente condanna dei responsabili. Per i giudici le autorità italiane hanno violato il diritto al rispetto della proprietà privata. L’Italia era già stata condannata per il “caso” Punta Perotti nel 2012. Il nostro Paese ha dovuto risarcire con 49 milioni di euro le società Sud Fondi, Mabar e Iema, ovvero le imprese che hanno realizzato il complesso edilizio sul lungomare di Bari. I costruttori erano stati assolti nel processo penale perché in possesso di tutte le autorizzazione rilasciate dal Comune. L’ingegnere Michele Matarrese ha dichiarato: “Evidentemente qualche altro proprietario avrà presentato ricorso, così è arrivata la sentenza bis, ma non mi meraviglio perché quello era stato già l’orientamento della Corte UE sei anni fa”. Il complesso edilizio di Punta Perotti è stato abbattuto nel 2006.

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