11.803 medici in meno nel 2022

La Sanità italiana compie 40 anni nel 2018. Non c'è nulla da festeggiare. In Italia, nei prossimi 5 anni, mancheranno 11.803 medici. E’ l’allarme lanciato dalla Federazione delle Aziende Sanitarie Pubbliche(Fiaso).

MediciIl Servizio sanitario nazionale è stato istituito nel 1978 da Tina Anselmi, all’epoca ministro della Sanità. Fu ideato con il compito non solo di curare la malattia, ma anche di prevenirla e di educare i cittadini alla salute. In Italia il rapporto tra la spesa sanitaria e PIL continua a calare, creando non pochi disagi ai cittadini che devono fare analisi e esami diagnostici. L’attesa per una visita nella Sanità pubblica in media è di 65 giorni. Per questo motivo sempre più persone si rivolgono alla Sanità privata.

La Sanità pubblica è al collasso in Italia, l’unica nota positiva è che nel nostro Paese ci sono ancora più medici delle altre nazioni UE con sistemi sanitari simili. Un primato che difficilmente verrà mantenuto nei prossimi anni. In Italia, nei prossimi 5 anni, mancheranno 11.803 medici. E’ l’allarme lanciato oggi(12 luglio) dalla Federazione delle Aziende Sanitarie Pubbliche(Fiaso). Da qui al 2022 tra uscite dal lavoro e numero contingentato di nuovi specialisti mancheranno 11.803 dottori, anche se si andasse ad un totale sblocco del turn over. Questo anche a causa che il 35% dei medici lascia il lavoro prima dei limiti di età, perché si prepensiona o per andare nel privato. In entrata uno specializzando su quattro non opta per il servizio pubblico ma per il privato. Le carenze maggiori si registrano per igienisti, patologi clinici, internisti, chirurghi, psichiatri, nefrologi e riabilitatori. L’anzianità dei medici è un altro primato del nostro Paese. In Italia i medici over 55 sono il 51,5%, mentre Francia e Germania si collocano al secondo e terzo posto con il 40%. Il numero dei medici sessantacinquenni rappresenta oggi il 13% del totale, nel 2023 la percentuale salirà al 28%. L’indagine è stata su un campione rappresentativo di 91 aziende sanitarie e ospedaliere, pari al 44% dell'intero universo sanitario pubblico.

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