Consumo del suolo non si ferma in Italia

Il consumo del suolo non si ferma in Italia. La superficie naturale si è ridotta nel 2017 di 52 km². E' quanto emerge dal rapporto Ispra-Snpa. Il consumo del suolo aumenta nel Nord-Est e invade le aree protette.

Consumo del suolo non si ferma in ItaliaNon si ferma il consumo del suolo in Italia. Ogni secondo vengono coperti con cemento e asfalto 2 metri quadrati di territorio, come fosse costruita una Piazza Navona ogni due ore. La superficie naturale si è ridotta nel 2017 di 52 km², con un costo di 2 miliardi all’anno. Questo è quello che emerge da rapporto “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici” pubblicato oggi(17 luglio) da Ispra-Snpa.

Il suolo è lo strato superiore della crosta terrestre costituito da componenti minerali, materia organica, acqua, aria e organismi viventi. Rappresenta l’interfaccia tra terra, aria e acqua e ospita gran parte della biosfera. Visti i tempi estremamente lunghi di formazione del suolo, si può ritenere che esso sia una risorsa sostanzialmente non rinnovabile. Il consumo del suolo fa perdere stoccaggio per agricoltura e servizi. I dati della nuova cartografia SNPA mostrano come, a livello nazionale, la copertura artificiale del suolo sia passata dal 2,7% stimato per gli anni ’50 al 7,65%(7,75% al netto della superficie dei corpi idrici permanenti) del 2017, con un incremento del 4,95% e una crescita percentuale di più del 180%(e con un ulteriore 0,23% di incremento nel 2017). In termini assoluti, il consumo di suolo ha intaccato ormai 23.063 chilometri quadrati del nostro territorio con una crescita netta di 5.211 ettari(52 km²) nell’ultimo anno dovuta alla differenza fra nuovo consumo(5.409 ettari, 54 km²) e suolo ripristinato.

Il consumo del suolo aumenta nel Nord-Est e invade le aree protette. Il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, pensa a “una legge partendo dal buon lavoro della scorsa legislatura”. Il consumo del suolo è una malattia che debilita l’Italia. Nel 2017, in 15 regioni viene superato il 5% di consumo di suolo, con il valore percentuale più elevato in Lombardia(12,99%), in Veneto(12,35%) e in Campania(10,36%). La Valle d’Aosta è l’unica regione rimasta sotto la soglia del 3%. La Lombardia detiene il primato anche in termini assoluti, superando quest’anno i 310 mila ettari del suo territorio coperto artificialmente(il 13,4% delle aree artificiali italiane è in questa regione), contro i 9.500 ettari della Valle D’Aosta. Monza e Brianza si conferma la provincia con la percentuale di suolo artificiale più alta, con circa il 41% di suolo consumato in rapporto alla superficie provinciale e un ulteriore incremento significativo di 35 ettari. Sopra il 20% troviamo le province di Napoli(34%), Milano(32%), Trieste(23%) e Varese(22%).

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