In Italia si continua a morire sul lavoro

In Italia si continua a morire sul luogo di lavoro. Dall’inizio del 2018 le morti bianche sono già 387, il 7,4% rispetto allo stesso perioso del 2017. Due casi a Marina di Carrara e Napoli molto simili: entrambi sono stati costretti ad accettare lavori rischiosi o precari pur di portare a casa qualche soldo.

Morti biancheIn Italia si continua a morire sul luogo di lavoro. Sempre più persone escono per guadagnarsi da vivere e non tornano più a casa. Hanno destato scalpore due casi di morti bianche verificatosi in due zone diverse del nostro Paese. A Napoli un 21enne ha perso la vita mentre puliva il lucernaio di un palazzo. Aveva accettato di fare il lavoretto in nero per 35 euro. La mancanza di esperienza unita alla superficialità non hanno risparmiato il giovane.

A Marina di Carrara un uomo di 38 anni è morto in un deposito di marmi. E’ stato travolto da un blocco di marmo già posizionato e scaricato. L’operaio era un dipendente di una ditta di autogru, aveva firmato un contratto di soli 6 giorni il 6 luglio scorso ed aveva cominciato a lavorare due giorni prima dell’incidente. Lascia moglie e una figlia piccola. Due mesi fa nella zona c’era stato un altro incidente mortale. I due “casi” sono molto simili: entrambi sono stati costretti ad accettare di tutto pur di portare a casa qualche soldo. Oggi di meglio non si trova e la voglia di entrare o ritornare nel mercato del lavoro è costata la vita a questi due operai. Una bella risposta a Elsa Fornero, che nel 2012 definì “choosy” tanti italiani solo perché non accettano lavori rischiosi. L’offerta migliore c’è sempre, si chiama vita. E’ intollerabile che si continui a morire sul posto di lavoro. Occorre l’impegno di tutte le Istituzioni e di ogni schieramento politico per porre fine a questo tragico bollettino di guerra. La sicurezza sul lavoro si migliora anche non costringendo la gente ad essere disperata. Una forma di assistenzialismo è necessaria per non costringere la gente ad accettare qualsiasi lavoro mal pagato e poco sicuro.

387 morti sui luoghi di lavoro fino ad oggi

Dall’inizio del 2018 sono 387 i morti sui luoghi di lavoro in Italia. Lo sottolinea l’Osservatorio indipendente di Bologna, che da 10 anni monitora l’andamento degli infortuni mortali. Nel primo semestre 2018 le morti bianche sono aumentate del 20,5% rispetto a dieci anni fa e del 7,4% rispetto allo stesso periodo del 2017. La regione che ha registrato più morti bianche è il Veneto con 43 decessi sul luogo di lavoro. Seguno Lombardia(40) e Campania(32). I media sono impegnati a parlare di migranti mentre è in atto un genocidio di lavoratori. In Italia si continua a morire sul lavoro, in questo caso non si parla di salvare vite umane. Il mondo del lavoro è stato massacrato nei diritti e sulla sicurezza negli ultimi anni. Molti lavorano per vivere, ma in alcuni casi il lavoro toglie la vita per la scarsa sicurezza.

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