Identificati gli aggressori di Daisy Osakue

Gli aggressori di Daisy Osakue sono stati identificati dai carabinieri di Moncalieri. Si tratta di tre ragazzi italiani, uno è il figlio di un consigliere comunale del PD. Il razzismo non c’entra nulla, ma è una storia devastante.

Daisy OsakueRisolto in meno di 72 ore un fatto di cronaca locale diventato un “caso” politico per colpa del Partito Democratico. Gli aggressori di Daisy Osakue sono stati identificati dai carabinieri di Moncalieri. L’atleta italiana era stata colpita all’occhio da un uovo lanciato da una Fiat Doblò. Si tratta di tre ragazzi italiani, denunciati per lesioni e omissione di soccorso. L’aggressione è avvenuta nella notte tra il 29 e il 30 luglio. I tre avrebbero agito per goliardia. Il razzismo non c’entra nulla, ma è una storia devastante.

I tre aggressori sono stati identificati dalla targa dell’auto, scoperta grazie alle immagini catturate dalle telecamere degli esercizi commerciali nella zona di corso Roma a Moncalieri e alle testimonianze di persone che hanno subito aggressioni analoghe nei giorni precedenti. Il proprietario della Fiat Doblò è un consigliere comunale del PD. Una volta portato in caserma, l’uomo ha detto che in orario serale l’auto viene utilizzata dal figlio 19enne. Quest’ultimo, alla presenza dell’avvocato, ha ammesso la sua responsabilità in almeno 7 episodi analoghi avvenuti in un paio di mesi e ha fatto i nomi dei suoi complici. Il padre del ragazzo ha dichiarato: “È indifendibile. Invece di copiare le cose buone, ha fatto il deficiente. Meno male che il razzismo non c’entra. Mio figlio è un cretino ma non razzista. Di questo ne sono sicuro”. E pensare che il PD ha fatto propaganda su questo fatto di cronaca terrorizzando la gente sul “presunto” pericolo razzismo in Italia. Il segretario del PD Maurizio Martina aveva annunciato una grande manifestazione nazionale per dire no al razzismo a settembre. Giustamente ad agosto i radical chic sono al mare a spendere i soldi e non possono stare sotto il sole per una manifestazione. In Italia siamo arrivati al punti che ogni fatto di cronaca diventa un “caso” politico.

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