La Tangenziale di Napoli

La Tangenziale di Napoli costituisce l’asse di attraversamento urbano principale della città. E' l’unico asse urbano interamente a pedaggio, a forfait, indipendente quindi dalla distanza percorsa.

Tangenziale di NapoliLa Tangenziale di Napoli costituisce l’asse di attraversamento urbano principale della città. Il progetto dell’infrastruttura prende vita il 31 gennaio 1968 e il primo tratto viene inaugurato l’8 luglio 1972 tra la Domitiana e Fuorigrotta. Il 16 novembre 1975 viene aperto alle auto anche il tratto sino a Capodichino. Negli anni successivi vengono inaugurati anche gli svincoli di Corso Malta(1976), Capodimonte(1977) e Zona Ospedaliera(1992).

La Tangenziale di Napoli, ufficialmente denominata autostrada A56, è lunga 20,2 chilometri e per costruirla ci sono voluti dei finanziamenti privati pari a 46 miliardi di lire. La particolarità dell’infrastruttura è che un tratto del viadotto passa sopra le case a piazza Ottocalli(foto). La Tangenziale di Napoli è l’unico asse urbano interamente a pedaggio, a forfait, indipendente quindi dalla distanza percorsa. In origine il pedaggio sarebbe dovuto servire a ripagare le spese di costruzione dell’opera e rimanere, in seguito a un accordo con Tangenziale di Napoli sopra Piazza Ottocallil’ANAS, fino al 2001. Il pedaggio, nonostante l’accordo fosse scaduto, è rimasto, senza motivazioni ufficiali, per 7 anni, dal 2001 al 2008. Nel 2008 è stato firmato un nuovo accordo e pertanto ora il pedaggio rimane ufficialmente per finanziare interventi, concordati dalla società di gestione della tangenziale, in zona ospedaliera. Gli investimenti, dal 2009, si mantengono su una media di dieci milioni l’anno, a cui si aggiungono tra i quattro e i cinque milioni spesi in manutenzioni, con un calo notevole rispetto a dieci anni fa quando si prevedeva di investire in manutenzione quasi nove milioni di euro. L’autostrada A56 riporta molti difetti di costruzione e manutenzione, tra cui la mancanza della corsia di emergenza sulle carreggiate.

I numeri della Tangenziale di Napoli e la polemica per il pedaggio

85 milioni di transiti nel 2017, circa 270 mila al giorno, con ricavi che si attestano a 69 milioni di euro. Nel 2018 è previsto un incremento di 3 milioni di euro di ricavi per effetto dell’ennesimo aumento di 5 centesimi che ha portato il pedaggio da 95 centesimi a un euro. Questi sono i numeri della Tangenziale di Napoli gestita da “Tangenziale di Napoli S.p.A.”, un’azienda del gruppo Autostrade per l’Italia S.p.A. La concessione scade nel 2037. Nel 2017 il Parlamento Europeo ha dichiarato illegittimo il pedaggio della Tangenziale di Napoli. Un testo vincolante, eppure nessuno lo sta facendo rispettare. Sulla questione è intervenuto anche Luigi De Magistris dichiarando che “bisogna rivedere la concessione della Tangenziale di Napoli”. Per l’ennesima volta, il sindaco apre il becco su questioni che non lo riguardano. Non si è fatta attendere la replica di Paolo Cirino Pomicino, presidente di “Tangenziale di Napoli S.p.A.”. Il vecchio politico ha dichiarato: “Parole in libertà che non meriterebbero neanche di essere commentate. Non sapevo che i sindaci avessero anche questi poteri”. Forse è meglio che l’infrastruttura rimanga in mano private. Il motivo? Pur se è una strada cittadina a scorrimento veloce,  la Tangenziale di Napoli è ben tenuta e nel caso finisse nella gestione pubblica comunale o provinciale, ci ritroveremmo una strada piena di buche e con i viadotti a rischio crollo. Il sindaco De Magistris non riesce ad amministrare la città, figuriamoci se riuscirebbe a garantire la manutenzione della Tangenziale.

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