De Magistris contrario al reddito di cittadinanza

Nella manovra del popolo è previsto l'introduzione del reddito di cittadinanza. Contrario alla misura il sindaco Luigi De Magistris. Peccato che proprio lui aveva promesso il reddito minimo cittadino nella campagna elettorale del 2016.

Luigi De MagistrisIl governo Lega-Movimento 5 Stelle ha trovato le risorse per finanziare la manovra del popolo. In che modo? Aumentando il deficit dall’1,6% al 2,4% nel 2019. Tra le misure introdotte c’è anche il reddito di cittadinanza, che dovrebbe aiutare circa 6 milioni di persone povere. I politici di Forza Italia e del Partito Democratico sono scettici su questa soluzione anti povertà. Contrario anche il sindaco di Napoli Luigi De Magistris.

L’ex magistrato ha dichiarato: “È una misura necessaria nell’immediato, ma non strutturale. Aumenta il debito, dà un po’ di fiato alle persone in difficoltà ma ricorda anche le misure del passato, quando la politica diceva ‘ringraziami perché ti sto dando un po’ di elemosina, quando vai a votare ricorda chi ti ha dato l’elemosina e ti creo il guinzaglio’. Non è questo un paese liberato. Servono misure strutturali per creare lavoro e consentire alle persone di emanciparsi non di avere l’elemosina”. Le dichiarazioni del sindaco De Magistris sono sorprendenti, visto che proprio lui promise il reddito minimo di cittadinanza durante la campagna elettorale del 2016. Un mese prima delle elezioni, la giunta comunale di Napoli aveva approvato, assieme al bilancio preventivo, una delibera con la quale si introduceva il reddito minimo cittadino. Nelle successive settimane dovevano essere definiti gli importi annuali ed i criteri di accesso, ma a due anni di distanza è finito tutto nel dimenticatoio. L’aiuto per i poveri napoletani è uguale alla proposta di raccolta differenziata al 70% fatta nel 2011. Ormai è chiaro a tutti che il sindaco De Magistris è la versione tamarra di Matteo Renzi.

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