Istat: Saldo primario Italia a 1,4% del PIL nel 2017

Il saldo primario(indebitamento netto meno la spesa per interessi) dell'Italia è pari all’1,4% del PIL nel 2017. E' quanto emerge dal rapporto Istat sulla revisione dei conti nazionali annuali relativa al triennio 2015-2017. Frena potere d’acquisto famiglie.

Saldi di finanza pubblicaL’Istat ha pubblicato oggi(21 settembre) la revisione dei conti nazionali annuali relativa al triennio 2015-2017. Nel 2017 il PIL dell’Italia è cresciuto dell’1,6%, in rialzo di 0,1 punti percentuali la stima di aprile di +1,5%. L’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al PIL è al 2,4% nel 2017 contro il 2,5% del 2016, dato in lieve peggioramento sulla stima del 2,3% di aprile. Il saldo primario, cioè l’indebitamento netto al netto della spesa per interessi, è l’1,4% del PIL. Cala a 42,2% la pressione fiscale, contro il 42,7% del 2016 e su stima 42,5%.

Nel 2017 il PIL ai prezzi di mercato risulta pari a 1.724.954 milioni di euro correnti, con una revisione al rialzo di 8.019 milioni rispetto alla stima precedente. Per il 2016 il livello del PIL risulta rivisto verso l’alto di 8.800 milioni di euro. La crescita del PIL è stata accompagnata da un incremento in volume delle importazioni di beni e servizi del 5,2% Dal lato degli impieghi si registrano aumenti dell’1,1% per i consumi finali nazionali, del 4,3% per gli investimenti fissi lordi e del 5,7% per le esportazioni di beni e servizi. L’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche nel 2017 è stato pari, in valore assoluto, a -41.060 milioni di euro, in lieve miglioramento rispetto al saldo di -42.937 del 2016. Il saldo primario è risultato positivo per 24.455 milioni di euro, in lieve crescita rispetto ai 23.363 del 2016. Il saldo di parte corrente(risparmio o disavanzo delle amministrazioni pubbliche) è risultato positivo e pari a 20.941 milioni di euro, a fronte dei 7.645 milioni del 2016. Il miglioramento deriva da un aumento delle entrate correnti di circa 16 miliardi di euro a fronte di una crescita delle uscite correnti al lordo degli interessi di poco più di 2 miliardi. Nel 2017 il rapporto debito/PIL era al 131,2%, in calo di 0,2 punti percentuali rispetto al 2016.

Frena potere d’acquisto famiglie

Il potere d’acquisto delle famiglie frena bruscamente, ma la spesa continua a crescere portando con sé una diminuzione della tendenza al risparmio tipica degli italiani. Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici ha segnato nel 2017 una crescita dell’1,6% in valore nominale e dello 0,5% in termini di potere d’acquisto(contro il +1,2% del 2016 e il +1,3% del 2015). Poiché il valore dei consumi privati è aumentato del 2,6%, la propensione al risparmio delle famiglie è scesa al 7,7% dall’8,6% del 2016.

Commenti

I post più letti negli ultimi sette giorni

Il razzismo al contrario dell’Afro-Napoli

Napoli: Forno crematorio in funzione entro fine anno

Pivetti: Reddito di cittadinanza un’abominio sociale e morale

Cgia: Sud peggio della Grecia

Italia con deficit oltre 2% da 10 anni

Istat: Economia sommersa e illegale vale 209,8 miliardi