Lavorare per restare poveri

Negli ultimi anni la quota delle persone costrette a lavorare per restare poveri è in crescita costante. L'Italia è al quarto posto nella classifica Eurostat. Dal 2008 al 2017 l’incremento dei lavoratori poveri è stato del 3,2%.

Lavoratori poveriLe persone che vivono in povertà assoluta in Italia sono stimate in 5 milioni e 58 mila. Nel nostro Paese i poveri non solo solo i disoccupati, ma anche coloro che sono stati assunti con stipendi da fame o con orari di lavoro ridottissimi. Negli ultimi anni la quota delle persone costrette a lavorare per restare poveri è in crescita costante. Per questo motivo la Commissione europea ha recensito per la prima volta questa “categoria” e il risultato non è lusinghiero per l’Italia.

Nel 2017 il nostro Paese è in quarta posizione per lavoratori poveri con il 12,2%, in aumento di 0,5 punti percentuali rispetto al 2016. Questo è quello che emerge dal rapporto Eurostat. Al primo posto c’è la Romania col 17,4% di poveri tra gli adulti over 18 occupati. Seguono Spagna(13,1%) e Grecia(12,9%). Ma a differenza di questi Paesi l’Italia è l’unica nazione europea in cui la percentuale di lavoratori poveri è in crescita costante da anni. Dal 2008 al 2017 l’incremento è stato del 3,2%. Nello stesso arco di tempo il gap con la Grecia è passato da 5 punti percentuali allo 0,7%. percentuali. Francia, Germania e Regno Unito si trovano abbondantemente al di sotto della soglia del 10%, ma per queste tre nazioni gli ultimi dati disponibili sono del 2016. L’Eurostat considera lavoratori poveri quegli operai e impiegati con un reddito disponibile equivalente al di sotto della soglia del rischio di povertà, che è fissata al 60% del reddito disponibile equivalente medio nazionale. Una persona è, inoltre, registrata come occupata se è stato assunto per oltre la metà dell’anno di riferimento. Lavorare per restare poveri è uno dei mali della nostra società.

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