Gasdotto TAP opera irrinunciabile

Il governo Conte ha dato il via libera ai lavori per la realizzazione del TAP, un'opera irrinunciabile a causa del governo Letta. La rinuncia a realizzare il gasdotto TAP può costare all’Italia almeno 40 miliardi di euro.

TAPIl governo Conte ha dato il via libera ai lavori per la realizzazione del Gasdotto Trans-Adriatico, conosciuto con l’acronimo inglese TAP. La notizia ha fatto insorgere i movimenti contrari all’opera di Melendugno, paese del Salento scelto per l’approdo del gasdotto. Attivisti No tap hanno strappato la scheda elettorale e bruciato la bandiera del Movimento 5 Stelle. Il motivo? Il M5S si è detto sempre contrario all’opera e questo dietrofront non è piaciuto agli attivisti.

Il ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio ha dichiarato: “Ho studiato le carte del TAP per tre mesi e vi posso assicurare che non è semplice dover dire che ci sono delle penali per quasi 20 miliardi di euro”. E’ vero? La Socar(Ente energetico azero) e la Bp stimano danni complessivi per il ritiro dell’Italia dal progetto valutabili tra 40 e 70 miliardi di euro. Una valutazione che tiene conto anche dei costi di approvvigionamento maggiori e mancato gettito fiscale per il nostro Paese. Oggi il TAP è diventata un’opera irrinunciabile per “colpa” del governo Letta. Nell’agosto 2013 fu Enrico Letta a firmare l’accordo che sanciva formalmente la rotta del Sud per il gas azero rispetto a quella Nord di Ungheria ed Austria. 4,5 miliardi di euro di investimento per un progetto che completa il corridoio meridionale adriatico del gas da 40 miliardi di dollari. Il TAP partirà dalla frontiera greco-turca e attraverserà la Grecia e l’Albania per approdare in Italia a Melendugno. Forse la sede di approdo non è appropriata e si poteva puntare su Brindisi, dove c’è il gasdotto della dorsale nazionale. Il TAP sarà lungo 870 km circa, di cui la gran parte in territorio ellenico, 104 km offshore nel Mar Adriatico e circa 8 km in territorio italiano. L’opera è già stata realizzata per oltre il 75%, ma in Italia i lavori sono in forte ritardo a causa delle proteste e dei fermi giudiziari.

La lettera del premier Conte

“Il complesso delle verifiche effettuate non ci offre alcuna possibilità di impedire la realizzazione del progetto TAP: allo stato, non sono emerse illegittimità o irregolarità dell’iter procedurale. Chi sostiene che lo Stato italiano con il blocco dell’opera non sopporterebbe alcun costo o costi modesti non dimostra di possedere le più elementari cognizioni giuridiche”. Questo è quello che ha scritto il premier Conte in una lettera ai cittadini di Melendugno. Gli azionisti del progetto TAP sono l’italiana SNAM(20%), l’inglese BP(20%) l’azera SOCAR(20%), la belga Fluxys(19%), la spagnola Enagás(16%), la svizzera Axpo(5%). Il TAP trasporterà circa 10 miliardi di metri cubi all’anno di gas naturale, una quantità pari a quella utile per coprire il fabbisogno di 7 milioni di famiglie. Con l’aggiunta di una terza stazione di compressione il gasdotto sarà in grado di raddoppiare la quantità trasportata a 20 miliardi di metri cubi/anno.

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