Il razzismo al contrario dell’Afro-Napoli

La dirigenza della squadra multietnica Afro-Napoli ha messo fuori rosa la calciatrice Titty Astarita per questioni politiche. L'autista dei 99 Posse interviene a "Campania Sport" e dichiara che non vuole la diversità di pensiero. Il razzismo al contrario.

Afro-NapoliL’Afro-Napoli è una squadra multietnica nata a Napoli nel 2009. L’associazione sportiva dilettantistica ha debuttato in questa stagione nel campionato Eccellenza. Non è stato questo evento a fare notizia, ma il razzismo al contrario fatto dalla dirigenza nei confronti di Titty Astarita, capitana della formazione femminile dell’Afro-Napoli. La calciatrice è stata messa fuori rosa. Il motivo? Si è candidata al Consiglio comunale di Marano in una lista civica di centrodestra collegata a Matteo Salvini.

L’esclusione razzista ha provocato la protesta delle altre calciatrici della squadra, che si sono rifiutate di scendere in campo nella gara di Coppa Campania. La questione della calciatrice esclusa per motivi politici è finita a “Campania Sport”, un programma sportivo che va in onda su Canale 21. Al telefono è intervenuto Pietro Spaccaforno, dirigente dell’Afro-Napoli. L’uomo è riuscito nell’impresa titanica di far andare d’accordo Umberto Chiariello e Peppe Iannicelli. “Io sono dispiaciuto che chi ha approcciato al progetto non ha capito quali erano i veri valori dell’Afro-Napoli. Io accetto la diversità di pensiero fino a quando è solidale con la mia. Nel momento in cui non lo è, non la posso accettare”. Questa è la frase choc detta dal dirigente che ha fatto inorridire Chiariello, Iannicelli, gli altri ospiti e i telespettatori a casa. Il progetto Afro-Napoli per anni si è spacciato come basato sull’integrazione, ora si scopre che esclude chi decide di fare politica in modo distante dal gruppo Dema e centri sociali. Ma ci rendiamo conto? Questi sono solidali solo con chi gli fa comodo. Chi non accetta la diversità di pensiero è una persona pericolosa. L’associazione sportiva Afro-Napoli va esclusa da tutti i campionati a vita per razzismo.

Chi c’è dietro il progetto Afro-Napoli?

L’associazione sportiva Afro-Napoli è controllata dalla GESCO, potentissima holding di cooperative attive nel terzo settore che produce milioni di utile all’anno. Al timone c’è Sergio d’Angelo, ex assessore della giunta De Magistris ed attuale amministratore dell’ABC - Acqua Bene Comune, società controllata dal Comune di Napoli. Pietro Spaccaforno, il dirigente che è intervenuto a “Campania Sport”, è un’autista del gruppo “99 Posse” e numero due del centro sociale INSURGENCIA, sempre presente negli scontri con le forze dell’ordine a Napoli negli ultimi anni. Il progetto Afro-Napoli è la vera faccia della sinistra ipocrita e dalla presunta superiorità morale, che parla di integrazione, di modello d’accoglienza e poi esclude, in modo totalitario, tutti quelli che non la pensano come loro. Vogliono il pensiero unico, ovvero la fine della democrazia.

Commenti

I post più letti negli ultimi sette giorni

Sgomberato Baobab di Roma

La fake news di Manfellotto sui contributi UE

Birra Napoli si produce a Roma

Avvertimento al giornalista Federico Ruffo

La beneficenza per l’Africa subsahariana finisce in Francia

I nuovi autobus ANM a Napoli