Sindaco di Riace arrestato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

Favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e affidamento diretto e fraudolento del servizio di raccolta dei rifiuti. Con queste accuse la Guardia di Finanza ha arrestato il sindaco di Riace Domenico Lucano.

Sindaco di RiaceRiace è una cittadina calabrese che negli ultimi anni ha accolto oltre 6 mila richiedenti asilo proveniente da 20 nazioni diverse. Nel borgo calabrese si pratica il sistema dell’accoglienza diffusa, con i migranti ospitati in appartamenti indipendenti. Il sindaco Domenico Lucano è stato inserito dalla rivista “Fortune” tra le 50 personalità più influenti del mondo nel 2016. La Rai ha persino prodotto una fiction(momentaneamente sospesa) interpretata da Beppe Fiorello e incentrata sulla figura di Lucano. Peccato che questo modello era in parte fasullo.

Dal 2016 i fondi del Viminale sono stati bloccati e il sindaco di Riace è stato indagato per truffa aggravata. Oggi(2 ottobre), Lucano è stato arrestato dalla Guardia di Finanza per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Disposti per lui gli arresti domiciliari e per la sua compagna, Tesfahun Lemlem, è stato imposto il divieto di dimora. Sotto la lente la gestione dei finanziamenti del ministero dell’Interno al comune di Riace per l’accoglienza di rifugiati e sull’affidamento del servizio raccolta rifiuti. Le indagini della Procura della Repubblica di Locri che hanno portato all’arresto del Domenico Lucano hanno fatto emergere “la particolare spregiudicatezza del sindaco nell’organizzare matrimoni di convenienza tra riacesi e donne straniere per favorire illecitamente la permanenza”. Il sindaco di Riace e la compagna avevano architettato diversi espedienti per aggirare la norma per ottenere l’ingresso in Italia. Significativi i dialoghi intercettati dalla Guardia di Finanza. Con l’arresto di Lucano crolla il mito del benefattore dei migranti. Un brutto colpo anche per lo scrittore Roberto Saviano, che aveva parlato spesso del modello Riace. Le risorse erogate per progetti Sprar e Cas non sono state gestite in modo trasparente, ma il malcostume non si è tradotto in alcuna delle ipotesi delittuose ipotizzate. Le irregolarità, secondo la Procura di Locri, riguardano le procedure di affidamento diretto alle associazioni operanti nell’accoglienza e altro.

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