WWF: -60% di vertebrati dal 1970

In 44 anni le popolazioni di vertebrati si sono ridotte del 60%. E' l'allarme lanciato dal WWF nel rapporto "Living Planet Report 2018". Occorre un “Global Deal” per la natura e le persone.

VertebratiTra il 1970 e il 2014 i vertebrati sono diminuiti del 60%. E’ quello che emerge dal rapporto “Living Planet Report 2018” del WWF. L’Indice del Pianeta Vivente(Living Planet Index) è un indicatore dello stato della biodiversità globale che ci segnala quindi lo stato di salute della biodiversità del pianeta Terra. Pubblicato per la prima volta nel 1998, per due decenni ha registrato l’abbondanza di 16.704 popolazioni di oltre 4.000 specie di mammiferi, uccelli, pesci, rettili e anfibi in tutto il mondo.

In 44 anni l’indice mostra un declino globale del 60% nella dimensione delle popolazioni di vertebrati che, in pratica, significa un crollo di più della metà. Sono oltre 8.500 le specie a rischio di estinzione, minacciate soprattutto da sovrasfruttamento e modifiche degli ambienti naturali, in particolare dovuti all’agricoltura. Altre minacce derivano dal cambiamento climatico, dall’inquinamento, dalle dighe e dalle miniere. Negli ultimi 50 anni, il consumo delle risorse naturali è incrementato del 190%. Creare un sistema più sostenibile richiede significativi e urgenti cambiamenti nelle attività di produzione e consumo. Nel marzo 2018 l’Intergovernamental Science/Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services(IPBES) ha reso nota la valutazione sul degrado dei suoli che dimostra come oggi meno del 25% della superficie terrestre sia ancora in condizioni naturali e come nel 2050, continuando con gli attuali andamenti di sfruttamento senza invertire l’attuale tendenza, la percentuale della superficie delle terre emerse in condizioni naturali si abbasserà al 10%. In appena 50 anni il 20% della superficie delle foreste dell’Amazzonia è scomparsa mentre gli ambienti marini del mondo hanno perso quasi la metà dei coralli negli ultimi 30 anni. Occorre un “Global Deal” per la natura e le persone, dice il WWF, limitando il riscaldamento globale a 1,5° C e ripristinando i sistemi naturali persi.

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