Coldiretti: 7 milioni di italiani in aree a rischio idrogeologico

Oltre 7 milioni di italiani risiedono in territori a rischio idrogeologico per alluvioni o frane. E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti. Nel 2018 l'ISPRA ha aggiornato la mappa nazionale del rischio idrogeologico in Italia.

Dissesto idrogeologicoOltre 7 milioni di italiani risiedono in territori a rischio idrogeologico per alluvioni o frane che interessano il 91% dei comuni. L’Italia è tra i 10 Paesi più colpiti al mondo per alluvioni, tempeste, ondate di calore e terremoti. E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti. Non è una novità. Già nel 2010 il Consiglio nazionali dei Geologi(Cng) e il Cresme lanciò l’allarme sui cittadini residenti in zone ad alto rischio idrogeologico. In Sicilia, colpita duramente dal maltempo, si trovano aree a rischio nel 92,3% dei comuni, ma la percentuale sale al 100% per regioni come Valle D’Aosta, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Molise, Basilicata e Calabria.

L’ultima generazione è responsabile della perdita del 28% di terra coltivata in 25 anni per colpa della cementificazione e dell’abbandono provocati da un modello di sviluppo sbagliato che ha ridotto la superficie agricola utilizzabile ad appena 12,8 milioni di ettari. La disponibilità di terra coltivata significa produzione agricola di qualità ma anche sicurezza ambientale per i cittadini nei confronti del degrado e del rischio idrogeologico. Il costo complessivo dei danni provocati in Italia da terremoti, frane e alluvioni, dal 1944 al 2012, è pari a 242,5 miliardi di euro, circa 3,5 miliardi all’anno. Il 75% del totale, 181 miliardi, riguarda i terremoti, il restante 25%, 61,5 miliardi, è da addebitare al dissesto idrogeologico. L’ANBI(Associazione nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio) ha stimato in 2,5 miliardi di euro all’anno il costo del dissesto idrogeologico in Italia. Il dato è riferito al rapporto “Manutenzione Italia – Azioni per l’Italia sicura” pubblicato nel 2016. Il piano dell’ANBI, realizzato con #italiasicura, prevede 3.581 interventi per la riduzione dei rischi da dissesto idrogeologico per oltre 8 miliardi di euro. L’adeguamento delle opere di bonifica idraulica è condizione fondamentale per la sicurezza territoriale, necessaria non solo all’esercizio dell’agricoltura, ma indispensabile per qualunque attività economica.

Rapporto ISPRA sul dissesto idrogeologico in Italia

Il 24 luglio 2018 l’ISPRA(Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha aggiornato la mappa nazionale del rischio idrogeologico in Italia, presentando presso la Camera dei Deputati la II edizione del RapportoDissesto idrogeologico in Italia: pericolosità e indicatori di rischio”. 7.275 comuni italiani, pari all’91,1% del numero totale, sono a rischio frane e alluvioni; di questi 1.602 hanno nel loro territorio solo aree a pericolosità da frana elevata P3 e molto elevata P4(PAI), 1.739 solo aree a pericolosità idraulica media P2, mentre 3.934 hanno nel loro territorio sia aree a pericolosità da frana che idraulica. Valle D'Aosta, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Molise, Basilicata e Calabria hanno il 100% di comuni interessati da aree a pericolosità da frana P3 e P4 e/o idraulica P2; a queste si aggiungono la Provincia di Trento, l’Abruzzo, il Lazio, il Piemonte, la Campania e la Sicilia con una percentuale di comuni interessati maggiore del 90%. Sono oltre 7 milioni le persone che risiedono nei territori vulnerabili: oltre 1 milione vive in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata(PAI – Piani di Assetto Idrogeologico) e più di 6 in zone a pericolosità idraulica nello scenario medio(ovvero alluvionabili per eventi che si verificano in media ogni 100-200 anni).

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