La beneficenza per l’Africa subsahariana finisce in Francia

Sapete dove va parte della beneficenza che mandiamo verso l’Africa subsahariana? In Francia, dove ne resta la metà. Un servizio di “Night Tabloid” svela quest’ennesima truffa fatta ai danni dei donatori e dei poveri.

La beneficenza per l’Africa subsahariana finisce in FranciaLa beneficenza è il business più redditizio del ventunesimo secolo. Molte persone fanno donazioni ad organizzazione private per mettersi l’anima in pace e credendo di aiutare i poveri del mondo, non sanno che solo una parte di quei soldi finiscono all’obiettivo dell’iniziativa. Negli ultimi mesi la beneficienza si è diffusa anche su Facebook, con sempre più utenti che lanciano campagne nel giorno del proprio compleanno. Pensavo che fossero solo i privati a lucrare sulla bontà delle persone, oggi scopro che anche la Francia ha un bel sistema per mettere in ordine i suoi conti.

Sapete dove va parte dei soldi che mandiamo verso l’Africa subsahariana? In Francia, dove ne resta la metà. I soldi arrivano qui per essere convertiti in monete africane, ma la metà di quel denaro viene trattenuto a titolo di garanzia. Un servizio di Filippo Barone per il programma “Night Tabloid” svela quest’ennesima truffa fatta ai danni dei donatori e dei poveri. Credo che a molte persone indigni il fatto che gli euro della beneficenza finiscono per pagare una parte del debito pubblico della Francia. “Volevamo sostenere una scuola in Senegal e finiamo per sostenere le finanze francesi“. Questo è quello che dice il giornalista Barone. Come funziona il business sulla beneficenza? 14 paesi africani, ex colonie francesi, hanno un sistema monetario messo in piedi e controllato dalla Francia, il Franco Cfa con cambio fisso e valuta forte. Questo sistema è dannoso per i cittadini dell’Africa subsahariana e li costringe a scappare verso l’Europa. Il motivo? La valuta forte rende difficili le esportazioni mentre la difesa del cambio fisso scoraggia gli istituti di credito dal prestare denaro, quindi le imprese non investono, producono poco e pagano meno gli operi. Si fa prima a importare tutto. Ma con quali soldi i cittadini dell’Africa subsahariana fanno la spesa? Semplice. Con i soldi che mandano gli immigrati. Ecco spiegato perché ogni giorno arrivano africani sulle coste italiane. La Francia incassa con la beneficenza e l’Italia butta soldi per l’accoglienza.

Sapete dove va parte dei soldi che mandiamo verso l’Africa subsahariana? In Francia, dove ne resta la metà. I soldi arrivano qui per essere convertiti in monete africane, ma la metà di quel denaro viene trattenuto a titolo di garanzia. Volevamo sostenere una scuola in Senegal e finiamo per sostenere le finanze francesi. Succede per 14 paesi africani, tutte ex colonie francesi e tutte con un sistema monetario messo in piedi e controllato dalla Francia, il Franco Cfa: cambio fisso e valuta forte. La valuta forte rendere difficili le esportazioni mentre la difesa del cambio fisso scoraggia gli istituti di credito dal prestare denaro, quindi le imprese non investono, producono poco e pagano meno gli operi. Si fa prima a importare tutto. Ma con quali soldi fanno la spesa? Quelli che mandano gli immigrati: se raggiungono vivi le nostre coste, poi inviano il denaro che serve alle famiglie per fare la spesa. Un’anticipazione del servizio Filippo Barone. #NightTabloid #Rai2

Pubblicato da Night Tabloid su Martedì 13 novembre 2018

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